di Arrigo Abalti · Luglio 22, 2025
Considerazioni a margine del sondaggio SWG nella città del Grifo
Nelle stanze del municipio di Arzignano, il sondaggio SWG recentemente reso noto, viene studiato con la lente d’ingrandimento. Certo il gradimento del sindaco fa impallidire la classifica del Sole 24 ore di poche settimane fa e perfino i numeri bulgari di Zaia del 2020. Ma la notizia in filigrana non è il plebiscito per Bevilacqua & friends. É’ un’altra.
Ufficialmente si tratta di un’indagine di gradimento sull’operato del sindaco e degli assessori, oltre alle solite domande di rito sugli orientamenti politici degli intervistati e sulle priorità per l’Amministrazione. Nella realtà, quei numeri raccontano una storia diversa: il casting per la successione ad Alessia Bevilacqua è già iniziato, anche se nessuno lo ammetterà mai pubblicamente.
Il 46% di Enrico Marcigaglia (Lega, come il Sindaco) non è solo un dato di consenso: è una dichiarazione di intenti. L’assessore ai progetti strategici, da sempre legatissimo al sindaco, ha saputo costruire negli anni un profilo politico solido, e quando certi numeri arrivano in un sondaggio, qualcuno negli ambienti che contano inizia a prendere appunti. Non a caso, la delega ai “progetti strategici” è facilmente leggibile come il trampolino per chi ha ambizioni più ampie, non dichiarate, ma sussurrate. Lui va giù dritto e dichiara “spero nel terzo mandato per i sindaci oltre i 15mila abitanti, ma se così non sarà mi candido. Ovviamente in accordo con Alessia e il mio partito”.
Dietro il 36% di Giovanni Lovato (FdI) si nasconde però una lettura altrettanto interessante. Il leader locale di Fratelli d’Italia cavalca l’onda di un partito che dal 4% delle Europee 2019 è arrivato al governo nazionale. E ad Arzignano questo vento in poppa si sente: la percentuale di gradimento dell’assessore all’ambiente e allo sport non è solo merito della gestione dei suoi referati, ma anche del traino di una sigla politica in ascesa vertiginosa. Chi conosce le dinamiche locali sa bene che il consenso personale e quello di partito spesso viaggiano sugli stessi binari.
Il 35% di Riccardo Masiero (venetista), campione di preferenze l’anno scorso, vicesindaco, è il terzo cavallo di razza che completa un podio che ha tutto il sapore di una griglia di partenza. Tre profili diversi, tre anime del centrodestra locale, tre possibili interpreti del dopo-Bevilacqua. Il Sindaco, veterana delle dinamiche politiche, osserva e tace. Sa bene che in questi casi è meglio non sbilanciarsi troppo presto.
Completano la lista Giovanni Fracasso, assessore alla Cultura che però non sembra avere ambizioni di carriera politica, e Lucrezia Maria Mecenero, assessore ai Servizi Sociali, new entry al momento non misurabile proprio perché fresca di arrivo in una squadra che lavora insieme da dieci anni.
Ma c’è un particolare che sfugge ai più: la forchetta ristretta dei consensi tra Lovato, Masiero e Fracasso racconta di un’amministrazione che ha saputo costruire una squadra vera. Nessuna stella solitaria, nessun comprimario sacrificabile. Un equilibrio che, paradossalmente, rende più aperta la corsa per la successione.
Nei corridoi del palazzo si mormora già. Il 2029 sembra lontano, ma in politica i giochi iniziano sempre molto prima. E questo sondaggio, al di là delle intenzioni di chi lo ha commissionato, potrebbe essere ricordato come il primo vero termometro dell’era post Bevilacqua. I numeri, come sempre, non mentono mai.



