di Arrigo Abalti · Marzo 1, 2026
Alla vigilia delle amministrative di maggio ad Arzignano nasce “Ora Puoi”: un gruppo civico senza candidato proprio che apre al dialogo con Riccardo Masiero
Arzignano è una città che ha appena finito di contare i cocci. La sindaca eletta in Regione, il vicesindaco silurato in un rimpasto blitz, dieci consiglieri che si dimettono come in un film di Costa-Gavras. Poi il silenzio del commissario prefettizio, la figura che nelle città arriva quando la politica ha esaurito la fantasia. Come un medico chiamato a vegliare un malato che non vuole ammettere di esserlo.
In questo clima nasce “Ora Puoi”. Il nome è già una presa di posizione: non un appello alla nostalgia, non una promessa di restaurazione, ma un invito gentile rivolta ai cittadini. Adesso. Tu. Puoi. Come a dire: il tempo delle deleghe in bianco è finito. La cambiale della fiducia è scaduta e pochi l’hanno onorata.
Il programma ruota attorno a cinque assi — ambiente, scuola, bilancio partecipato, giovani, trasparenza nelle nomine — e chi conosce la politica locale sa che ciascuno di quei punti è una freccia scoccata verso qualcosa di preciso. Il monitoraggio degli inquinanti in una città della concia non è un tema astratto. La trasparenza nelle nomine, in un comune che ha appena visto un rimpasto usato come arma impropria, è una dichiarazione di guerra al metodo, prima ancora che al merito. Certi programmi elettorali sono specchi. Questo è uno di quelli. Più che un programma è un avviso ai naviganti.
Ma il vero contenuto del comunicato non sta nei cinque punti. Sta nell’interlocutore scelto. “Ora Puoi” non si presenta con un proprio candidato sindaco. Si presenta con un invito rivolto esplicitamente a Riccardo Masiero. E qui la storia si fa interessante.
Perché Anna Sartori e Michele Carlotto, i due nomi che firmano l’operazione, non vengono dal centrodestra più ortodosso. Nel 2019 erano entrambi nella lista “Pasetto Sindaco”, un ibrido civico che si era proposto come alternativa al centrodestra uscente e alle sue geometrie consolidate: lei fu la seconda più votata dell’intera tornata con 212 preferenze, lui ne ottenne 158. Gente che sta in campo, che conosce il mestiere, e che oggi sceglie di tendere la mano a un candidato che viene da una tradizione diversa. Non è un gesto spontaneo. È una scelta meditata. Ci vuole più coraggio ad attraversare un campo che a difenderlo.
Il messaggio nei sottotitoli è chiaro: le vecchie appartenenze non bastano più a descrivere quello che sta succedendo ad Arzignano. Chi firma questo comunicato viene dal lato opposto e ha scelto di attraversarlo. Non è conversione. È pragmatismo. La forma di intelligenza politica che antepone il risultato alla bandiera. Le bandiere, si sa, servono a segnare i confini. Ma i confini, a volte, sono solo il posto dove la fantasia si ferma.
Masiero, dal canto suo, non è un outsider. È il candidato più votato del 2024 con 769 preferenze, l’uomo dei bilanci e dei lavori pubblici, quello che Bevilacqua ha scelto di sacrificare quando la poltrona regionale le ha imposto di fare una scelta. Certi sgambetti lasciano il segno. Ma lasciano anche una storia da raccontare: l’uomo più votato, estromesso dal cerchio magico, che torna a chiedere il mandato direttamente ai cittadini, scavalcando i mediatori. È la trama più antica della politica. E di solito funziona ancora.
Quello che resta da raccontare è il seguito. Prima scende in campo Masiero. Poi arriva la civica di chi viene da altrove e gli tende la mano. Nei prossimi giorni, quasi certamente, altri si faranno avanti. Il meccanismo sembra a orologeria, ogni pezzo al suo posto, ogni uscita calibrata. Tic tac, tic tac.
Il countdown è partito. Vassilij Grossman scrive che la libertà vera è minuscola, silenziosa, quasi invisibile. Non abita nei manifesti né nei programmi in cinque punti. Abita nel momento in cui un uomo guarda un altro uomo e decide di fidarsi. Ad Arzignano quel momento sembra arrivato. O almeno qualcuno vuole crederci.



