La lezione tedesca e il Centro che serve all’Italia

di Arrigo Abalti · Febbraio 24, 2025

Il voto tedesco ci dice tre cose. Primo: il Centro democristiano e popolare tiene e vince. Secondo: l’estrema destra non sfonda, anche se cresce. Terzo: la sinistra subisce una sconfitta netta. Tre dati che, letti insieme, parlano chiaro: c’è ancora spazio per una politica di governo solida, riformista, capace di garantire stabilità senza cedere alla tentazione del populismo e dell’estremismo.

Ma il punto è un altro: si può governare un grande Paese affidandosi agli estremi? La risposta la dà la storia e, più recentemente, il voto tedesco: no, non si può. Perché la radicalizzazione del conflitto politico non porta stabilità, ma paralisi. Non è un caso che la vecchia regola della Democrazia Cristiana – “si vince al centro e si governa dal centro” – sia più attuale che mai. Lo dimostra la Germania, lo conferma la realtà italiana.

Alcide De Gasperi diceva: “Politica vuol dire realizzare”. E realizzare significa costruire, non distruggere. Governare, non inseguire slogan. Il problema, oggi, è che la politica italiana sembra aver smarrito questo principio. Il Centro non può essere un accessorio di partiti che lo usano come etichetta di comodo, né un’area grigia tra opposti radicalismi. Deve essere, invece, il motore di una politica concreta, capace di coniugare pragmatismo e valori, stabilità e riforme.

Ma attenzione: il Centro non tornerà a essere egemonico nel quadro politico italiano se non risolve lo psicodramma degli ego irrisolti dei piccoli leader che si improvvisano centristi.

Troppo spesso, il Centro è diventato il rifugio di chi è stato emarginato dalla destra o dalla sinistra e si scopre improvvisamente centrista per necessità, non per convinzione. Ma il Centro non è lo scoglio a cui aggrapparsi quando sei fuori dai principali schieramenti: è un punto di partenza, non un punto di arrivo.

E per storia e scelta di campo, il Centro non è mai stato leaderistico, ma plurale. È il luogo in cui i veri leader attraggono, non occupano; affascinano, ma non aggrediscono; sussurrano, non urlano. Ecco, il giorno in cui avremo leader capaci di fare un passo indietro per far fare due passi avanti al Paese, avremo finalmente ritrovato il Centro politico. Fino ad allora, sarà solo l’ennesima occasione persa.
In Germania hanno capito come fare, noi dovremmo guardare e riflettere perché non è la crescita delle destre la novità, ma la forza del centro e la sconfitta della sinistra.

 

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