di Redazione · Settembre 14, 2025
Dalla zona rossa al quartiere tranquillo: la nuova idea del centrodestra all’opposizione per la sede dei vigili urbani. Dopo anni di proclami sul Quadrilatero, la proposta dell’ex Centrale del Latte sembra più un trasloco burocratico che una visione di sicurezza
Per anni, il centrodestra vicentino — quando governava e anche all’opposizione — ha predicato che il comando della polizia municipale dovesse andare nel Quadrilatero, la zona rossa della città. Un presidio fisso di sicurezza, un segnale politico: “mettere i vigili dove servono davvero”.
Oggi, però, gli stessi che agitavano quella bandiera all’opposizione chiedono di spostare i vigili nell’ex Centrale del Latte, palazzo riqualificato con milioni di euro, ma collocato in un quartiere residenziale e tutto sommato tranquillo. Una scelta che sembra fatta più per riempire un contenitore libero che per rispondere a un problema reale.
Il punto è proprio questo: quale idea di città esprime una proposta simile? Se il Quadrilatero era il simbolo della fermezza, dell’affrontare i problemi a viso aperto, l’ex Centrale del Latte è il simbolo del ripiego, del trasloco comodo. Si abbandona la visione di presidio nella zona difficile per rifugiarsi in una sede più ordinata, ma anche più lontana dal senso politico che si era sempre rivendicato. Vien da sè chiedersi quale sia la raffinata strategia a monte.
E allora la domanda è inevitabile: strabismo o improvvisazione? A parole la sicurezza, nei fatti un’operazione di arredo urbano. Alla fine, la sensazione è che più che una proposta, questa sia una resa: proporre di spostare i vigili in un quartiere pacifico che non affrontare la difficoltà di presidiare davvero la zona più problematica della città.
Il paradosso è lampante: si urla al degrado, ma si propone un comando dei vigili lontano da dove il degrado c’è. Se l’ex Centrale del Latte è intera, la proposta appare ormai ridotta a scremato.




