di Redazione · Luglio 22, 2025
Il Consiglio dei Ministri approva il disegno di legge. Finco: “Giustizia più vicina ai cittadini”. Ora la parola al Parlamento
BASSANO DEL GRAPPA – C’è voluto tempo, determinazione e una buona dose di ostinazione territoriale. Ma alla fine, la strada verso il ripristino del Tribunale della Pedemontana ha imboccato il rettilineo finale. Il Consiglio dei Ministri ha dato ieri il via libera al disegno di legge che reinserisce il presidio giudiziario nella nuova geografia della giustizia italiana, chiudendo una ferita aperta da troppi anni in un’area che non ha mai accettato di essere declassata a provincia giudiziaria di serie B.
La notizia è arrivata direttamente dalle stanze di Palazzo Chigi al sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Finco, attraverso una telefonata del vicepremier Matteo Salvini. Un modo per sottolineare l’importanza politica di una decisione che va ben oltre i confini amministrativi del Veneto e tocca il cuore di una questione mai sopita: quella del diritto alla giustizia di prossimità.
“Accogliamo con grande soddisfazione questa approvazione”, commenta il primo cittadino bassanese, che negli anni ha fatto della battaglia per il tribunale una delle sue priorità politiche. “È un risultato che premia anni di battaglie portate avanti dal territorio, dai sindaci, dagli operatori del diritto e dai cittadini, che non hanno mai smesso di chiedere il ripristino di un presidio di giustizia fondamentale”.
Non è retorica da sindaco in cerca di visibilità. Dietro queste parole c’è la storia di un territorio – quello della Pedemontana veneta – che ha sempre faticato a digerire la razionalizzazione della mappa giudiziaria voluta dalla riforma del 2012. Un’area che produce ricchezza, genera lavoro, alimenta il tessuto imprenditoriale del Nordest, ma che si è vista privata di uno strumento essenziale per la risoluzione delle controversie e l’amministrazione della giustizia.
Il ritorno del tribunale, sottolinea Finco, “non rappresenta solo un fatto simbolico, ma un passo concreto verso una giustizia più vicina ai cittadini, più efficiente e più equa”. Tradotto: meno chilometri da percorrere per chi deve affrontare un procedimento giudiziario, tempi più contenuti, costi ridotti per cittadini e imprese. In una parola: efficienza.
I ringraziamenti del sindaco vanno al governo, “in particolare al ministro Nordio e, soprattutto, al sottosegretario Andrea Ostellari, per aver ascoltato la voce del territorio”. Non è casuale la menzione di Ostellari, senatore leghista di Montebelluna, che conosce bene le dinamiche e le esigenze della zona. Una battaglia vinta grazie alla capacità di fare sistema, di tenere insieme istituzioni locali, categoria forense, mondo imprenditoriale.
Ora la palla passa al Parlamento per l’approvazione definitiva del disegno di legge. “Mi auguro che si proceda rapidamente”, auspica Finco, consapevole che tra il dire e il fare ci sono ancora alcuni passaggi tecnici e politici da superare. Ma la strada è tracciata, il segnale politico è arrivato forte e chiaro.
Ma mentre si festeggia il ritorno del tribunale della Pedemontana, i problemi della giustizia vicentina restano sul tavolo. E sono tutt’altro che marginali. Tra settore civile e settore penale in tribunale attualmente manca il 33 per cento di magistrati; in procura la scopertura dei pubblici ministeri è invece del 21 per cento. Numeri che raccontano di un sistema sotto pressione, costretto a fare i conti con una carenza cronica di personale che si riflette inevitabilmente sui tempi della giustizia.
Il centralino non è momentaneamente disponibile per problemi tecnici, segnala il sito del tribunale di Vicenza, un dettaglio che forse dice più di tanti discorsi sulla situazione generale. E poi ci sono le chiusure delle cancellerie, i problemi informatici, le difficoltà operative quotidiane che gli addetti ai lavori conoscono bene.
Il paradosso è evidente: mentre si riapre un presidio giudiziario per avvicinare la giustizia ai cittadini, quello che dovrebbe essere il tribunale di riferimento dell’area fatica a garantire i servizi essenziali. problemi e lagnanze segnalate poche settimane fa sia dal Procuratore della Repubblica di Vicenza che dal Presidente del Tribunale proprio a Ostellari che passava in città per un evento sulla sicurezza.
Una contraddizione che interroga sulla sostenibilità complessiva del sistema e sulla necessità di investimenti strutturali che vanno ben oltre la semplice ridistribuzione geografica degli uffici.
Per la Pedemontana veneta si apre una nuova stagione. Quella di una giustizia che torna a casa. Resta da capire se saprà funzionare meglio di quella che ha lasciato e se arriveranno i rinforzi che servono al Capoluogo. Perché due Tribunali vanno bene se entrambi poi sono messi nelle condizioni di funzionare al meglio, in fondo con le due ulss ci siamo riusciti. Ma quelle hanno una regia regionale, e Roma è un po’ più lontana.




