Il cappotto di Pietrosante

di Redazione · Aprile 23, 2026

Il consigliere comunale di Bassano esce da Fdi

C’è un gesto che dice tutto, in politica. Non il discorso dal palco, non il comunicato con le bandiere alle spalle. Il gesto che dice tutto è prendere il cappotto e andarsene.
Gianluca Pietrosante lo ha già fatto una volta in senso letterale — durante un consiglio comunale di Bassano del Grappa, lasciando l’aula e facendo mancare il numero legale alla maggioranza che lo aveva eletto. Stavolta lo ha rifatto in senso politico, uscendo da Fratelli d’Italia con una lettera misurata che ringrazia tutti e non accusa nessuno.
Il problema di Pietrosante, a guardarlo bene, è che ha il profilo dell’eretico. Nei partiti, specie in questo tempo, questo viene classificato come difetto, a volte come patologia.
Ha cambiato riferimenti politici come si cambiano i mentori quando i mentori deludono. Da Formaggio a Berlato, poi di nuovo verso Formaggio — un giro che racconta molto delle geometrie interne di un partito dove le correnti si spostano più velocemente delle idee.
Poi è arrivato il procedimento disciplinare. La Commissione provinciale ha chiuso tutto con quella prosa burocratica che suona sempre come un’assoluzione riluttante. E Pietrosante, riabilitato sulla carta, ha evidentemente deciso che certe porte, anche quando te le riaprono, non vale più la pena di varcarle.
Così ha scritto la sua lettera. Ha ringraziato, ha salutato, ha garantito il voto alla maggioranza. Niente veleni, niente dei rituali piccoli della politica che si vendica. Se il gruppo misto sia un approdo definitivo o un parcheggio temporaneo in attesa di un’altra casa nella destra, non è dato sapere. Ma che resti a destra — quella sì — sembra fuori discussione.
Nel frattempo, pochi giorni fa avevamo registrato un’altra possibile uscita da FdI: Giorgio Conte, a Vicenza, che mediterebbe lo stesso percorso verso il gruppo misto. Due casi, due città, due storie diverse. Può essere una coincidenza. Può essere un segnale. Solo il tempo dirà se si tratta di episodi isolati o dell’inizio di qualcosa di più largo e più diffuso — un malessere, o forse qualcosa di più strutturato, che sta prendendo forma dentro Fratelli d’Italia a Vicenza, nonostante la formazione di Giorgia Meloni sia ancora forte nei sondaggi.
E allora che cosa sta succedendo? Crisi di crescita? Effetto Vannacci? Dirigismo? O forse è la stessa malattia che fa saltare le maggioranze dei comuni e ci obbliga ad andare al voto anticipato in molte amministrazioni locali. La fatica di stare insieme.

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