La geografia conta, quando c’è da fare la giunta

di Redazione · Dicembre 7, 2025

I rumors di queste ore danno in crescita le possibilità per Morena Martini. FdI senza assessori a Vicenza

 

C’è un gioco che funziona così: prendi una provincia, mettila sulla bilancia del potere, e scopri che pesa meno di quello che pensavi. Vicenza, per esempio. Sulla carta conta. Nei fatti, conta il Bassanese. Che è come dire: conta chi ha sempre contato.
Francesco Rucco ha fatto il sindaco di Vicenza e il presidente della Provincia. Curriculum solido, esperienza vera. Oggi è in panchina, aspetta che Luca Zaia lasci la presidenza del Consiglio regionale per subentrare. Dicono. Ma Zaia quella poltrona se la tiene stretta come un segreto. Rucco può aspettare, ma il treno è già passato. E Zaia non lascerà il Ferro Fini.
Marco Zecchinato doveva fare l’assessore. Invece sembra che farà il capogruppo. Che è un po’ come invitarti a cena e servirti l’antipasto. Alessia Bevilacqua, sindaca di Arzignano, la più votata tra i leghisti con diritto di entrare in giunta, è sparita dai radar. Nessuno ne parla più. Come se quei voti fossero stati un miraggio. E addio anche all’Ovest Vicentino.
E mentre Vicenza città resta a guardare, l’Ovest anche,  il Bassanese avanza. Morena Martini, ex sindaco di Rossano Veneto e prima dei non eletti nella lista del Carroccio berico, potrebbe diventare assessore senza nemmeno il tempo di togliersi il cappotto. Perché è nel Bassanese che nascono gli assessori regionali del Veneto. Sempre lì. È una costante della politica veneta, come la nebbia in Pianura Padana. In fondo Bassano rivendica mentre il resto della Provincia pontifica.
Poi c’è Fratelli d’Italia, che rischia di non avere nemmeno un assessore vicentino. E qui il retroscena diventa sospetto. Perché se non entra nessuno da Vicenza, non scatta Sergio Berlato. Che è europarlamentare, certo, ma ingombrante. Uno che, se entrasse in Consiglio regionale via subentro, potrebbe complicare gli equilibri.
Allora viene da pensare: forse è meglio rinunciare a un assessore piuttosto che far entrare Berlato dalla porta di servizio. Sarebbe come certificare che tenerlo fuori conta più di avere un rappresentante vicentino in giunta. Retroscenismo, certo. Ma di quelli che suonano troppo plausibili per essere ignorati.
Vicenza conta. Sulla carta. Nei fatti, conta chi ha sempre contato. E la geografia del potere non si cambia con le elezioni, si cambia con i decenni. O forse neanche con quelli.​​​​​​​​​​​​​​​​

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