di Arrigo Abalti · Agosto 29, 2025
L’ex DG dell’Ulss di Vicenza lascia lo IOV per la sanità privata. Destinazione Monastier
Maria Giuseppina Bonavina non va in pensione. Anche perchè fa parte di quei DG veneti che lo sono già da qualche anno ma hanno avuto la deroga per continuare restando a capo delle aziende sanitarie. Lascia solo lo IOV, applaudi, la ringrazi, e lei ti saluta con la mano sinistra. Con la destra però firma il contratto con il privato. Almeno questo si dice nell’ambiente della sanità veneta di cui è stata un riferimento importante. Perché il pubblico, ormai, non è più sexy.
Quarant’anni di onorata carriera, compresa la direzione dell’Ulss 8 di Vicenza, non le hanno tolto la voglia di fare. Le hanno tolto la voglia di restare. Perché restare significa carta bollata, concorsi infiniti, budget sempre più stretti e, soprattutto, l’invadenza della politica che entra dalla porta principale e non esce più.
Al suo posto arriva Francesco Benazzi. Commissario “gratuito”, come se guidare l’Istituto Oncologico Veneto fosse un passatempo, altro autogoal della sanità veneta, il mantra ipocrita della gratuità. Una staffetta senza medaglia: lui resta a capo dell’Ulss 2 e nel frattempo tiene in piedi anche lo IOV. Due mondi, una scrivania. Un piede per due staffe.
Il punto è il solito: il pubblico lascia andare i suoi manager migliori. Non li trattiene, non li motiva, non li paga. E allora se ne vanno. Qualcuno al mare. Qualcun altro come Bonavina nell’ospedale privato di Monastier, in provincia di Treviso. Perché lì, almeno, non ti fanno perdere tempo.



