La trincea del Pronto Soccorso

di Arrigo Abalti · Settembre 15, 2025

A Verona medici e infermieri con il badge anti-aggressione: la tecnologia supplisce al rispetto che manca

 

C’è voluto un badge rosso, wireless, connesso a un’antenna, con tanto di bluetooth a basso consumo, per ricordarci che in Italia si va al pronto soccorso come si andrebbe in trincea. Altro che corsie bianche: servono localizzatori indoor, mappe digitali, allarmi sonori che si accendono sui monitor come in una centrale operativa della Nato. Non per trovare più in fretta una barella libera o ridurre le attese, ma per correre in soccorso di chi dovrebbe soccorrere.

Gli infermieri e i medici di Borgo Trento a Verona d’ora in poi lavoreranno con un badge che sembra un portachiavi, ma è in realtà il loro giubbotto antiproiettile digitale. Schiacci un pulsante e subito parte l’allarme: sullo schermo appare la tua posizione, si illumina il reparto, colleghi e guardie corrono a difenderti. Non è più solo medicina: è una scena da videogame, “Call of Duty – Pronto Soccorso edition”.

Il direttore generale Marco Callisto Bravi lo chiama “una vittoria della tecnologia al servizio della tranquillità”. Traduzione: visto che non siamo riusciti a garantire che medici e infermieri non vengano insultati, strattonati o picchiati, li abbiamo trasformati in agenti segreti con il bottone d’emergenza. Un passo avanti? Forse sì. Ma resta la domanda amara: in quale Paese civile è normale che per curare un paziente devi avere addosso lo stesso dispositivo che usa una guardia giurata? È una buona notizia decidere di abdicare al diritto di sentirsi al sicuro nell’’occuparsi della salute delle persone nei nostri ospedali al riparo dalla violenza della strada?

L’Italia degli ospedali si è abituata a convivere con le liste d’attesa, i turni infiniti e le panchine nei corridoi. Adesso ci abitueremo anche al badge anti-aggressione. È il segno dei tempi: non potendo garantire rispetto, ci si affida alla tecnologia. E mentre i monitor lampeggiano, resta la fotografia di un pronto soccorso che, per proteggere chi salva vite, deve difendersi dalla vita stessa.

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