Lega Liberi Tutti. Zaia in Europa o governatore per altri 15 anni

di Arrigo Abalti · Gennaio 13, 2024

La discussione in corso sul futuro delle Regionali della Sardegna e il braccio di ferro tra FdI e Lega apre il sipario sugli scenari futuri anche del Veneto.

In pochi anni i rapporti di forza nella coalizione dei conservatori si sono rovesciati, con Meloni e i suoi Fratelli che sono cresciuti cosi tanto da rimettere in discussione anche le consuetudini per cui gli uscenti vengono sostanzialmente confermati d’ufficio.

E il caso della Sardegna potrebbe essere il precedente che farà saltare i tavoli. Nell’isola e nel Continente. Perchè una cosa è certa, i Meloniani sono abituati a non cedere e la Lega è effettivamente, alla luce dei sondaggi e dei risultati delle Politiche, il secondo partito del Centrodestra. Il Veneto potrebbe essere la polveriera che rischia di esplodere se non arrivano i giusti artificieri a tenere insieme il quadro.

Il coordinatore regionale, Alberto Stefani, fresco di vittoria al congresso, ha fatto i compiti per casa in questi giorni depositando il DDL sul terzo mandato per quelli che, impropriamente, vengono chiamati governatori, e se venisse approvato il provvedimento disegnato dal deputato di Borgoricco, i Presidenti di Regione avrebbero, a far data dall’entrata in vigore della norma, non una terza, ma altre tre legislature a disposizione.

Come dire, nel nostro caso, che Zaia potrebbe continuare, se eletto, a restare al suo posto per altri 15 anni più i due che, ad oggi, rimangono. Idem per gli altri casi in Italia come De Luca in Campania o Bonaccini in Emilia Romagna.

Addio quindi progetti di affermazione delle leadership elettorali di Fratelli d’Italia sugli scranni più alti del Veneto. Certo, per ora è un’ipotesi, che sta trasversalmente interessando non tanto i partiti, quanto i tifosi dei Presidenti contro il resto del mondo, gli avversari interni di Zaia, Bonaccini e De Luca che si stanno alleando con le rivendicazioni di Meloni & Co.

Ma c’è un’opzione altra, che circola in queste ore nelle stanze del Centrodestra, anche veneto, che darebbe per certa la candidatura di Luca Zaia in Europa tra pochi mesi.

L’obiettivo ufficiale è quello di sommare un calo di consenso del Carroccio con la popolarità del Presidente trevisano, più un altro -non dichiarato- che è il  classico “promoveatur ut amoveatur”: spedirlo a Bruxelles e lasciare il campo libero a Fratelli d’Italia che lo avvicenderebbe a Palazzo Balbi.

In quel caso scatterebbe il conto alla rovescia, in anticipo, verso nuove elezioni regionali, più o meno tra un anno, con conseguenze interessanti anche rispetto ad una prevedibile sostituzione delle attuali prime file leghiste, che mostrano già segni di nervosismo – Caner, Marcato, Bottacin i più noti, ma non i soli corteggiati dalle sirene forziste di Flavio Tosi in scouting instancabile da mesi – con meloniani e salviniani di stretta osservanza.

Come dire, se Zaia se ne va in Europa c’è un effetto domino che per molti potrebbe tradursi in un autentico capolinea.

Ora il bivio è un po’ più evidente per il futuro del Veneto, e dipenderà dalla scelta di Zaia. Su quanto libera potrà essere non ci è dato di sapere. Si accettano scommesse.

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