di Arrigo Abalti · Marzo 18, 2026
Stasera al Teatro San Sebastiano di Valli del Pasubio si presenta un libro che pone una questione precisa: lo sport è un diritto o un privilegio? La risposta di Vito Cozzoli non è ideologica. È amministrativa. E per questo è più interessante.
Cozzoli è stato presidente e amministratore delegato di Sport e Salute dal 2020 al 2023 — la società pubblica che gestisce l’intero sistema sportivo nazionale, dai contributi alle federazioni agli eventi internazionali. In tre anni ha erogato un miliardo e trecento milioni di bonus ai collaboratori sportivi durante il Covid, ha gestito diciannove eventi internazionali e ha trasformato Sport e Salute in centrale di committenza per l’impiantistica sportiva dei Comuni, anche nell’ambito del PNRR. Non è una carriera costruita sui convegni: è una carriera costruita sulla gestione di risorse pubbliche in condizioni difficili.
L’anima sociale e industriale dello sport, edito da Piemme con prefazione di Giuseppe Marotta, è il resoconto di quella stagione. Non un bilancio autocelebrativo, ma un manifesto politico-manageriale: lo sport come diritto universale e infrastruttura strategica per il sistema Paese.  La tesi è semplice nella formulazione, complessa nell’esecuzione: l’attività fisica è uno strumento capace di creare inclusione, benessere e coesione sociale nei contesti fragili o periferici, ma è anche un settore con grande potenziale economico, capace di generare occupazione, attrarre investimenti e implementare tecnologie innovative.
I numeri che Cozzoli porta a sostegno non sono decorativi. Sport e Salute ha attivato investimenti per 3,2 miliardi di euro, in gran parte a fondo perduto, per sostenere il tessuto sportivo di base durante e dopo la pandemia. Nel solo 2022 la società ha registrato un più venti virgola sei per cento di fatturato, piazzandosi al quinto posto tra le partecipate pubbliche.  Sono dati che modificano la percezione dello sport da voce di spesa a leva di sviluppo.
Guardando al futuro, Cozzoli lancia una proposta concreta: riequilibrare la politica degli investimenti, oggi troppo spesso concentrata sui grandi stadi, sostenendo invece la nascita di impianti sportivi di prossimità — circoli, palestre, centri polifunzionali inseriti nel tessuto urbano. Una proposta che suona familiare a chiunque conosca i territori dell’entroterra veneto.
A moderare sarà Elena Bertorelli, presidente regionale di Casa del Consumatore. Ospite Manuela Levorato, vicepresidente FIDAL, recordwoman italiana dei cento metri per ventuno anni. Teatro San Sebastiano, via Roma, ore 20.30. Ingresso libero. Il libro sarà disponibile con dedica dell’autore.
Lo sport come politica pubblica è un tema che attraversa ogni livello istituzionale, dal governo nazionale ai Comuni. Sentire da chi l’ha gestito come funziona davvero — non come dovrebbe funzionare — è un’occasione che non capita spesso in un teatro di provincia.



