di Redazione · Marzo 20, 2025
I problemi per due settori chiave segnalati dall’Ufficio Studi di Confartigianato
I dati di Confartigianato Imprese Vicenza delineano un quadro critico per due pilastri dell’economia veneta: meccanica e moda, con impatti differenziati ma convergenti verso una riduzione di imprese e occupazione.
Nel vicentino operano 4.932 imprese meccaniche, di cui il 51,2% artigiane, con 65.318 addetti. Tra il 2021 e il 2024, lo stock di imprese è diminuito del 3,2% (-238 artigiane), meno della media nazionale (-6,9%), ma nel 2024 le assunzioni sono crollate del 20,5% (-220 posti). L’export ha registrato un calo del 5,5%, trainato dalla Germania (-9,2%), principale mercato UE. Carlo Pellegrino, presidente del settore, sottolinea: «Il caro energia (+82% in 4 anni) grava sui bilanci. L’autoconsumo è una via per ridurre i costi».
Il comparto moda vicentino conta 1.973 imprese (47,3% artigiane) e 27.000 addetti, ma tra il 2021 e il 2024 ha perso 11,2% di realtà (-400 imprese). Nel 2024, la produzione è calata del 10,5% (-6,4% a dicembre) e l’export del 6,2%, con assunzioni in flessione del 15,2% (-555 posti). Luca Bortolotto, presidente del settore, evidenzia: «La Brexit, le tensioni commerciali e la domanda debole in Germania e Giappone aggravano la situazione. Il Piano Italia per la Moda potrebbe essere un’opportunità».
Entrambi i settori soffrono di incertezza geopolitica e costi energetici, con la Germania come mercato chiave in crisi. La soluzione passa per reti territoriali (es. filiere corte nella meccanica) e incentivi alla sostenibilità. Come osservano Pellegrino e Bortolotto: «Non è una crisi ciclica, ma un riallineamento del mercato globale. Dobbiamo agire, non aspettare».




