Burocrazia, CNA presenta 100 proposte per liberare le imprese: fino a 1.500 euro l’anno di risparmio per 30mila attività tra Vicenza e Verona

di Redazione · Marzo 18, 2025

Un pacchetto di semplificazioni a costo zero per tagliare tempi e costi: la CNA lancia l’allarme burocrazia e propone soluzioni concrete per le PMI

 

Una «foresta pietrificata» che continua a frenare la crescita delle imprese italiane, nonostante anni di interventi e promesse. È la burocrazia il bersaglio della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), che oggi a Roma ha presentato il VI Rapporto dell’Osservatorio Burocrazia, contenente 100 proposte di semplificazione amministrativa e normativa per ridurre l’impatto degli adempimenti burocratici sulle PMI.

Un lavoro definito «a costo zero» per le casse pubbliche, ma che secondo le stime del Centro Studi CNA potrebbe far risparmiare fino a 1.500 euro l’anno per ciascuna delle circa 30mila imprese tra Vicenza e Verona, riducendo il tempo dedicato alle pratiche da 313 a 263 ore annue. A livello nazionale, il taglio potenziale ai costi della burocrazia sfiora i 7 miliardi di euro, rispetto a un peso complessivo che supera i 43 miliardi annui.

Alla presentazione, tra gli altri, sono intervenuti il giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese, il presidente nazionale CNA Dario Costantini e, in videocollegamento, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo.

Semplificare per crescere

«Semplificare non significa rinunciare ai controlli o alle tutele – ha dichiarato Cinzia Fabris, presidente CNA Veneto Ovest – ma migliorare l’efficacia del rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione. Le 100 proposte dell’Osservatorio sono attuabili subito e senza costi per lo Stato. È la riforma più urgente per far ripartire produttività e competitività».

Le proposte toccano 29 settori chiave, dal tessile all’oreficeria, e spaziano dalle norme sull’ambiente alla gestione dei dati, dalle insegne degli esercizi commerciali alle piattaforme per partecipare agli appalti.

Ecco alcune delle semplificazioni proposte:

• Moda e rifiuti tessili: l’assenza di una classificazione chiara spinge le imprese a smaltire gli scarti in discarica, anziché riciclarli. Una classificazione adeguata potrebbe far risparmiare 430mila euro l’anno a un distretto di 15 imprese.

• Industria insalubre, normativa del 1934: un decreto vecchio quasi un secolo impone comunicazioni al sindaco per avviare l’attività. L’abrogazione ridurrebbe i costi del 50% per ogni impresa.

• Insegne commerciali: fino a 9 enti coinvolti e tempi di attesa fino a 120 giorni. Con una semplice SCIA al SUAP si potrebbero evitare burocrazia e costi fino a 1.500 euro.

• Oltre 50 piattaforme per appalti: CNA propone un registro nazionale unico, per risparmiare il 70% dei costi.

• Super SUAP: unificare digitalmente i diversi sportelli pubblici dimezzerebbe i tempi di autorizzazione da 90 a 45 giorni.

• Privacy e microimprese: l’obbligo di segnalare ogni violazione, anche minima, comporta costi e sanzioni sproporzionati. CNA propone l’esenzione per i casi di basso impatto.

• Start-up innovative: oggi in Italia possono esserlo solo le società di capitali. Aprire a tutte le forme societarie eviterebbe di perdere potenziali nuovi “Steve Jobs”.

• Registro alcool: obbligo duplicato per le imprese alimentari, con costi fino a 2.000 euro l’anno. La proposta: unificare i registri.

Un messaggio alla politica

CNA lancia così un appello diretto al governo e al Parlamento: «I cambiamenti proposti possono essere realizzati subito – ha concluso Fabris – e CNA è pronta a collaborare per una riforma strutturale. Basta burocrazia fine a se stessa: le imprese vogliono lavorare, non perdere tempo dietro alla carta».

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