di Redazione · Marzo 7, 2025
La fotografia di Fimaa-Confcommercio: compravendite in lieve aumento, ma scarsa offerta e costi insostenibili rischiano di paralizzare il settore
Il mercato immobiliare residenziale del Vicentino chiude il 2024 con una tenuta sorprendente rispetto all’anno precedente, ma con ombre preoccupanti all’orizzonte. Secondo i dati dell’Osservatorio Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, pubblicati ieri, le compravendite nel 2024 hanno registrato un incremento dello 0,12% rispetto al 2023, con 10.147 immobili residenziali venduti contro i 10.135 dell’anno precedente. Un dato che sembra positivo, ma che nasconde un “corto circuito” strutturale, come lo definisce Elena Costa, presidente provinciale di Fimaa-Confcommercio Vicenza.
Un 2024 di ripresa apparente
La buona notizia arriva dal quarto trimestre 2024, che ha segnato un balzo del +8,7% rispetto allo stesso periodo del 2023, con 3.202 compravendite contro le 2.947 dell’anno precedente. Un incremento significativo, pari al 34,6% in più rispetto al trimestre precedente, spinto anche dalla scadenza del “sismabonus acquisti” al 31 dicembre 2024, che ha incentivato le vendite di immobili ricostruiti con standard antisismici. Tuttavia, Costa invita alla cautela: “Non si tratta di un vero risveglio del mercato. Questo trend è il risultato della chiusura di trattative iniziate nei mesi precedenti, più che di un riequilibrio strutturale del settore”.
Guardando ai dati annuali, gli scostamenti restano minimi: Vicenza città registra un +2,53% di vendite, mentre la provincia segna una lieve flessione dello 0,37%. Anche le superfici scambiate calano dello 0,62%, confermando una domanda viva ma frenata da un’offerta sempre più scarsa.
La crisi dell’offerta: un circolo vizioso
Il vero nodo, secondo la presidente di Fimaa, è la carenza di abitazioni disponibili. “La domanda è elevata, ma c’è poca offerta, anche nell’usato,” spiega Costa. Il monitoraggio sui principali portali immobiliari evidenzia un calo del 30% negli annunci di vendita rispetto a tre anni fa. Questo squilibrio è alimentato dai prezzi elevati delle nuove costruzioni, resi insostenibili dall’aumento dei costi di costruzione, spinti a loro volta dagli standard energetici sempre più rigorosi. “Chi vorrebbe passare al nuovo spesso rinuncia e resta nel proprio immobile, riducendo l’offerta di case usate,” sottolinea Costa.
Un fenomeno che penalizza soprattutto i giovani alla ricerca della prima casa. “Anche quando trovano un immobile da ristrutturare, i costi elevati li spingono a desistere,” aggiunge. Parallelamente, cresce la domanda di locazioni, ma anche qui l’offerta è limitata: “I proprietari esitano ad affittare per paura di ritardi negli sfratti in caso di morosità,” evidenzia la presidente.
Prospettive per il 2025: prudenza e fiducia nei professionisti
Per il 2025, il taglio del costo del denaro deciso dalla BCE potrebbe ampliare l’accesso al credito, favorendo chi cerca un mutuo. Tuttavia, la scarsità di immobili rimane il tallone d’Achille del mercato. “Serve un intervento per sbloccare l’offerta, altrimenti il settore rischia la paralisi,” avverte Costa. In questo scenario, il ruolo degli agenti immobiliari diventa cruciale: “Mai come ora è importante affidarsi a professionisti aggiornati, capaci di valutare gli immobili, verificare le normative e guidare venditori e acquirenti,” conclude, richiamando il programma formativo di Fimaa Vicenza per gli associati.
Tempi complessi, dunque, per chi cerca casa a Vicenza e provincia. La stabilità del 2024 è un segnale incoraggiante, ma senza interventi mirati, il “corto circuito” immobiliare potrebbe spegnere le speranze di molti.




