di Redazione · Settembre 4, 2026
Il Veneto chiude l’agosto più caldo dal 2003, con i fiumi fino al 77 per cento sotto la media, e insieme il suo miglior mese aeroportuale di sempre: 6,3 milioni di passeggeri. Due record nello stesso mese, ma solo uno è finito nei comunicati
Ogni ragioniere impara il primo giorno una regola che poi non dimentica più: ogni operazione va scritta due volte, una nel dare e una nell’avere. Sembra una noia da manuale. È invece il modo che abbiamo trovato per accorgerci in tempo di come sta andando.
Ad agosto il Veneto ha compilato benissimo la colonna dell’avere. Sei milioni e trecentomila passeggeri negli aeroporti del Nordest. Il Marco Polo da solo a 3,9 milioni nel mese, undici per cento più dell’anno scorso. Jesolo con gli alberghi all’ottantasei per cento e settembre che promette meglio. Comunicati, fotografie, dichiarazioni soddisfatte. Tutto vero, per carità.
L’altra colonna non l’ha compilata nessuno.
Sarebbe stato lo stesso mese, guardato dall’altra parte. Ventotto giorni su trentuno attraversati da ondate di calore. Le riserve nevose finite. Un agosto che si avvicina al 2003, quello che allora chiamavamo eccezionale e che adesso non chiamiamo più in nessun modo. E i fiumi che l’Arpav segna fino al settantasette per cento sotto la media.
Le due cifre escono a pochi giorni l’una dall’altra, spesso dagli stessi palazzi, e non si incontrano mai. Una va nel comunicato. L’altra va nel bollettino, che è un genere letterario con pochissimi lettori, quasi tutti autori.
Una precisazione, che toglie forza al pezzo ma va fatta lo stesso: i grandi invasi non riempiono i rubinetti di Vicenza. Servono all’idroelettrico e all’irriguo. Chi li tira in ballo per parlare dell’acqua che esce dal lavandino sta sbagliando, oppure sta facendo il furbo. Il conto vicentino è un altro conto, e va chiesto a chi gestisce l’acquedotto.
Ed è proprio lì che si vede il problema. La colonna del dare non la scrive nessuno perché è faticosa: bisogna sommare cose che stanno in uffici diversi, bilanci diversi, competenze diverse, e alla fine il numero che ne esce non fa piacere a nessuno. L’avere invece arriva già sommato. E arriva con la foto.
Il paradosso è tutto qui: la stagione migliore di sempre l’abbiamo passata in una regione che non aveva abbastanza acqua per permettersela.
Un’azienda che registra solo gli incassi non è un’azienda che va bene: è un’azienda che lo scoprirà tardi, e di solito lo scopre il giorno in cui deve pagare. Non vedo perché per una regione dovrebbe funzionare diversamente.




