di Redazione · Luglio 13, 2026
L’acqua che non manca alla parola: l’eccellenza silenziosa dei nostri acquedotti
C’è una regola non scritta del giornalismo italiano: la buona amministrazione non fa notizia, la buona tubatura ancora meno. Se un acquedotto scoppia, arrivano le telecamere. Se un acquedotto tiene, tace anche la cronaca. Ecco perché, mentre l’Italia si specchia sconsolata nel bollettino della CGIA di Mestre – il 42% dell’acqua potabile immessa in rete viene dispersa, con un costo stimato di 9,8 miliardi all’anno — a Vicenza vale la pena, per una volta, invertire il verso della cronaca. Non per orgoglio di campanile, ma perché i numeri, quando sono buoni, meritano la stessa attenzione riservata a quelli cattivi.
La provincia che perde meno
Il dato è netto, e la CGIA lo certifica senza margini di ambiguità: le reti più efficienti del Veneto sono quelle di Vicenza, che perde il 21% dell’acqua, e Treviso, che si ferma al 18,4%. Vicenza dimezza, o quasi, la dispersione di Venezia, che si ferma al 41,7%, e lascia lontanissime Belluno (64,2%) e Rovigo (37,4%). In una regione che, nel suo complesso, replica fedelmente la media nazionale del 42%, la provincia del Palladio si comporta come l’allievo che non alza la voce e porta comunque il compito migliore.
Non è un caso isolato, ma un sistema. E il sistema ha i suoi nomi: Viacqua, Acque del Chiampo, Medio Chiampo e Etra.
Viacqua, la premialità che non si vede in bolletta
Viacqua gestisce il servizio idrico integrato in 68 comuni della provincia di Vicenza, con un bacino d’utenza di oltre 550.000 abitanti, distribuendo l’acqua attraverso 5.148 chilometri di rete. Numeri da piccola nazione idraulica, gestiti — ed è qui il punto — con risultati che l’Autorità nazionale di regolazione non si è limitata a osservare, ma a premiare: nel 2025 Viacqua è stata riconosciuta tra i migliori gestori idrici, ottenendo una premialità per qualità ed efficienza del servizio erogato, al punto da poter destinare parte del premio a un anno di copertura gratuita del fondo perdite per tutte le utenze domestiche. Un gestore che vince un premio e lo gira ai cittadini: capita meno spesso di quanto si creda. Una medaglia per il presidente, Federico Ginato e per il suo dg Alberto Piccoli.
Il dato non è isolato nemmeno a livello regionale. Nella graduatoria nazionale TOPSIS di ARERA per il biennio 2022-2023, tra i 19 gestori italiani nelle posizioni di eccellenza tecnica, cinque sono veneti e Viacqua è tra questi, in una regione che ha ricevuto oltre due milioni di euro di premialità nell’ambito della qualità contrattuale del servizio. Non è propaganda aziendale: è un’autorità terza, quella dell’energia e dell’ambiente, che mette la firma.
Dove il sistema arranca ancora — l’Alto Vicentino, servito dall’acquedotto consortile Astico — Viacqua non nasconde il problema e lo affronta con un piano dedicato: l’obiettivo è portare le perdite dall’attuale 37% al 23% entro il 2025, attraverso noise logger, modelli matematici e ricerca perdite non distruttiva, finanziati con quasi 9,8 milioni di euro di fondi PNRR. È la differenza, sottile ma decisiva, tra un gestore che scopre il problema in emergenza e uno che lo sta già inseguendo.
La Valle del Chiampo, l’altra buona notizia
Se si allarga lo sguardo al distretto conciario, il quadro non peggiora: migliora. Nel 2022 Acque del Chiampo ha disperso il 27,6% dell’acqua immessa nei suoi 10 comuni serviti, un dato impressionante in valore assoluto ma decisamente positivo se confrontato con la media nazionale del 40,7. All’epoca fu il presidente Renzo Marcigaglia a tradurre il risultato in un impegno concreto: un progetto da oltre 12 milioni di euro, in collaborazione con Medio Chiampo, per ridurre ulteriormente le perdite del 36% entro il 2025, portandole al 18,7%. Il testimone, dallo scorso 25 giugno, è passato al nuovo Consiglio d’Amministrazione presieduto da Stefano Iorio, che eredita un percorso già tracciato: nel 2025 sono proseguiti gli interventi strutturali, finanziati con 12 milioni di euro del PNRR, per abbattere ulteriormente perdite già oggi inferiori alle medie regionali e nazionali.
Accanto ad Acque del Chiampo lavora, con la stessa disciplina silenziosa, Medio Chiampo, il gestore pubblico dei comuni di Montebello Vicentino, Zermeghedo e Gambellara. Il direttore Luigi Culpo, insieme al Presidente Tolmino Gobetti, rivendica un piano già avviato da tempo — manutenzione straordinaria, contatori intelligenti, segmentazione e mappatura del territorio — rafforzato ora da quattro milioni di euro di fondi PNRR per completare, insieme ad Acque del Chiampo, la distrettualizzazione di quasi 960 chilometri di rete dell’intero Ato Valle del Chiampo, con lo stesso obiettivo condiviso: portare le perdite al 18,7% entro il 2026.
Etra, il modello della distrettualizzazione
Se si sposta lo sguardo verso il Bassanese, l’Altopiano e l’Alta Padovana, il territorio servito da Etra — che tocca comunque diversi comuni della provincia di Vicenza — offre un’ulteriore conferma. Le perdite di Etra si assestano intorno al 34%, una percentuale tra le più basse a livello regionale, frutto — spiegava già nel 2023 il presidente Flavio Frasson — di una politica costante di sostituzione contatori e ricerca perdite. Il dato più recente è ancora più netto: nel 2025 Etra ha raggiunto il 95% di distrettualizzazione della rete idrica, un risultato che le consente un controllo puntuale sulle perdite, sostenuto da un record di investimenti che ha superato i 94,7 milioni di euro, pari a 162 euro per ciascun abitante servito. Non è un dettaglio tecnico: la distrettualizzazione — dividere la rete in settori misurabili singolarmente — è lo strumento che permette di individuare una perdita in ore, non in mesi.
Il filo che lega i numeri
Cosa hanno in comune Viacqua, Acque del Chiampo, Medio Chiampo ed Etra? Non l’assenza di problemi — le perdite, in tubature che spesso hanno mezzo secolo, non si azzerano per decreto, né sopravvivono al cambio di un Consiglio d’Amministrazione — ma un metodo condiviso: investire prima che l’emergenza lo imponga, misurare invece di raccontare, e quando arriva un riconoscimento esterno, come quello di ARERA, non usarlo come trofeo ma come leva per abbassare ulteriormente il conto ai cittadini.
È la differenza tra un Paese che ogni estate riscopre la sete come una sorpresa e un territorio che, nel suo piccolo, ha già fatto i compiti. Vicenza non ha bisogno di proclami sull’acqua. Le basta, semplicemente, non perderla.




