RIVOLUZIONE NELLA CURA DELL’EMICRANIA ALL’OSPEDALE DI SANTORSO

di Redazione · Aprile 1, 2025

Tra i primi in Veneto ad adottare terapie monoclonali per via endovenosa e nuovi farmaci orali

Una svolta significativa nella lotta contro l’emicrania arriva dall’ospedale di Santorso, tra i primi in Veneto a introdurre innovative terapie basate su anticorpi monoclonali somministrati per via endovenosa, offrendo nuova speranza ai pazienti che soffrono delle forme più debilitanti di questa patologia.
La nuova terapia, avviata nei giorni scorsi, rappresenta un’evoluzione importante rispetto ai trattamenti già esistenti. “Questi farmaci neutralizzano selettivamente il peptide correlato al gene della calcitonina, un neuropeptide implicato nella fisiopatologia dell’emicrania”, spiega il dottor Roberto Bombardi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia dell’ospedale Alto Vicentino. “Bloccando l’interazione del CGRP con i suoi recettori, riducono la sensibilità neuronale agli stimoli dolorosi, modulando così la trasmissione del dolore degli attacchi emicranici”.
La vera innovazione non sta tanto nei farmaci, già noti per la loro efficacia, quanto nella modalità di somministrazione. “Fino ad oggi questi trattamenti venivano somministrati tramite iniezione sottocutanea, mentre ora siamo in grado di utilizzare anche la via endovenosa”, sottolinea il dottor Bombardi. “Questo garantisce un’azione più rapida e, contemporaneamente, una maggiore efficacia e durata dell’effetto terapeutico”. Un vantaggio concreto è che mentre l’iniezione sottocutanea deve essere ripetuta mensilmente, una singola somministrazione endovenosa di appena mezz’ora fornisce una copertura trimestrale.
Un ruolo fondamentale nell’implementazione di questa terapia avanzata è svolto dal Day Service dell’ospedale di Santorso, gestito dalla Medicina Generale diretta dal dottor Massimo Marchetti. “Siamo tra i primi a partire grazie al fatto che possiamo contare su un Day Service di alto livello”, evidenzia il dottor Bombardi. “Questa struttura rappresenta un punto di riferimento imprescindibile non solo per le terapie antiemicraniche, ma anche per altre terapie neurologiche di secondo livello, come quelle per la sclerosi multipla e le malattie neuromuscolari”.
L’offerta terapeutica si arricchisce ulteriormente con l’autorizzazione regionale all’utilizzo di un nuovo farmaco che agisce sul recettore CGRP a livello metabolico e presenta il vantaggio significativo di poter essere assunto per via orale, rappresentando così un’alternativa preziosa per i pazienti con fobia degli aghi.
Attualmente, l’ambulatorio dedicato alle Emicranie dell’ospedale di Santorso segue 74 pazienti in trattamento con terapie di secondo livello a base di anticorpi monoclonali (finora somministrati tramite iniezioni sottocutanee) e oltre un centinaio di pazienti con terapie di primo livello. “Poter contare su una modalità di somministrazione ancora più efficace rappresenta una grande opportunità”, commenta il dottor Bombardi. “L’emicrania può essere estremamente invalidante, e questa nuova terapia può rappresentare per molti pazienti una svolta decisiva verso una qualità di vita migliore”.
Il Direttore Generale Carlo Bramezza esprime soddisfazione per questo traguardo: “L’introduzione di queste nuove terapie, tra i primi ospedali in Veneto a farlo, conferma ancora una volta l’eccellenza dell’ospedale di Santorso e l’impegno dei suoi medici, con il pieno supporto della Direzione, nell’implementare sempre nuove metodiche e tecnologie per migliorare l’assistenza ai pazienti”. Bramezza conclude complimentandosi con il dottor Bombardi e con il dottor Marchetti “per gli standard raggiunti dal Day Service di Santorso, una struttura preziosa che dimostra come l’innovazione nei modelli organizzativi possa portare concrete e positive ricadute per i pazienti”.

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