di Redazione · Febbraio 21, 2025
Innovazione tecnologica per interventi più sicuri e precisi grazie al supporto di Confindustria Vicenza e Fondazione San Bortolo
Un nuovo braccio elettronico è stato introdotto nella Neurochirurgia dell’ospedale San Bortolo di Vicenza, destinato a migliorare le procedure diagnostiche e chirurgiche nelle aree cerebrali più difficili da raggiungere. Questo progetto, del valore di 85 mila euro, è stato finanziato da Confindustria Vicenza attraverso la Fondazione San Bortolo e sarà utilizzato in comodato d’uso gratuito per due anni.
La presentazione della nuova tecnologia si è svolta in un incontro che ha visto la partecipazione di figure istituzionali e sanitarie di rilievo, tra cui l’Assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica dott.ssa Patrizia Simionato, la presidente di Confindustria Vicenza Laura Dalla Vecchia, il direttore dell’U.O.C. Neurochirurgia del San Bortolo dott. Lorenzo Alvaro e il dott. Massimo Piacentino, chirurgo con incarico di Alta Specializzazione in Neurochirurgia Funzionale.
Un passo avanti nella chirurgia stereotassica
Il braccio elettronico rappresenta un significativo progresso nelle tecniche di chirurgia stereotassica, utilizzate per interventi complessi come biopsie intracraniche, trattamenti laser per tumori cerebrali profondi e cure per gravi forme di epilessia farmacoresistente. Grazie a uno speciale software di neuronavigazione, il braccio si allinea automaticamente alla traiettoria chirurgica necessaria con estrema precisione, garantendo massima sicurezza per il paziente e riducendo i tempi operativi.
«Fin dalle prime procedure già svolte con il nuovo braccio elettronico abbiamo riscontrato importanti benefici – spiega il dott. Massimo Piacentino –. Il posizionamento manuale lungo i tre assi è estremamente delicato e complesso, ma questa tecnologia ci offre la garanzia di massima accuratezza e velocità, soprattutto nei casi più difficili».
Anche il dott. Lorenzo Alvaro ha sottolineato l’importanza dell’innovazione: «L’arrivo di questo nuovo braccio elettronico rappresenta un ulteriore passo avanti nella grande tradizione della chirurgia stereotassica al San Bortolo e conferma l’impegno del nostro reparto nell’adottare metodiche sempre più all’avanguardia».
Il sostegno del territorio alla sanità locale
Durante l’incontro, la dott.ssa Patrizia Simionato ha ringraziato Confindustria Vicenza e la Fondazione San Bortolo per aver reso possibile questo progetto: «Si tratta di una tecnologia che potenzia ulteriormente un reparto già caratterizzato da dotazioni e professionalità di altissimo livello».
Laura Dalla Vecchia, presidente di Confindustria Vicenza, ha ribadito l’importanza di sostenere la sanità locale: «La Neurochirurgia del San Bortolo è un’eccellenza non solo per Vicenza ma per tutta la provincia. Investire nella salute significa non solo fare del bene alla comunità, ma anche rafforzare il territorio rendendolo attrattivo per lavoratori e imprese».
L’Assessore Manuela Lanzarin ha invece evidenziato il connubio tra imprenditoria e sanità: «Questo progetto testimonia l’eccellenza della sanità veneta e vicentina e dimostra come investire nella salute sia fondamentale anche per lo sviluppo economico. È un esempio virtuoso di welfare comunitario che affianca il sistema pubblico senza sostituirlo».
Risultati concreti e prospettive future
Ad oggi sono state eseguite 20 procedure con il nuovo braccio elettronico, che si inserisce in un contesto più ampio di innovazioni tecnologiche nel reparto di Neurochirurgia. Nel 2024, l’attività chirurgica è aumentata rispetto agli anni precedenti: sono stati effettuati 1.585 interventi (rispetto ai 1.412 del 2023), accompagnati da un incremento delle prestazioni ambulatoriali (9.116 nel 2024 contro le 5.861 del 2023).
Grazie alle competenze professionali raggiunte e alle tecnologie avanzate disponibili, la Neurochirurgia del San Bortolo affronta quotidianamente una vasta gamma di patologie neurochirurgiche sia negli adulti che nei bambini: tumori cerebrali, epilessia, malformazioni vascolari, stimolazione cerebrale profonda (DBS), traumatologia cranica e lesioni dei nervi periferici.
Tra le tecnologie distintive del reparto spicca anche il sistema Visualase per la termoablazione laser delle lesioni cerebrali profonde e dei foci epilettogeni, presente solo in pochi centri in Italia. Inoltre, il reparto vanta una lunga tradizione nella stimolazione cerebrale profonda (DBS) per il trattamento del morbo di Parkinson e altre patologie neurologiche.
L’introduzione del nuovo braccio elettronico conferma dunque il ruolo centrale della Neurochirurgia del San Bortolo come punto di riferimento regionale e nazionale nel campo della medicina innovativa.




