Unioni di Comuni, 1,4 milioni dalla Regione

di Redazione · Maggio 28, 2026

Zecchinato rilancia la governance territoriale


Il Veneto investe sui piccoli comuni. Contributi fino al 90% delle spese, incentivi fino a 150mila euro per le nuove Unioni e un occhio di riguardo per la montagna. Il disegno è chiaro: meno solitudine istituzionale, più capacità amministrativa.

Esiste un Veneto che non fa notizia nei giorni di campagna elettorale. È quello dei Comuni piccoli, delle vallate, delle comunità che faticano a tenere in piedi un ufficio tecnico o a garantire un servizio anagrafe degno di questo nome. Un Veneto silenzioso, che però vota, paga le tasse e pretende — giustamente — risposte.

A quel Veneto si rivolge il provvedimento approvato dalla Giunta regionale e illustrato dall’assessore agli Enti locali Marco Zecchinato: una dotazione iniziale di 1,4 milioni di euro per sostenere fusioni di Comuni, Unioni di Comuni, Unioni montane e Convenzioni tra enti locali, con contributi che possono arrivare fino al 90% delle spese ammesse e incentivi fino a 150mila euro per chi costruisce una nuova Unione da zero.

 

La logica del provvedimento

Non è carità istituzionale. È ingegneria amministrativa. La Regione sa — e i dati lo confermano — che sotto una certa soglia demografica un Comune non riesce più a stare in piedi da solo: mancano i tecnici, mancano i funzionari, mancano le risorse per rispondere alle complessità crescenti della pubblica amministrazione. La risposta non può essere la paralisi. Deve essere l’aggregazione.

Lo dice Zecchinato senza giri di parole: “Vogliamo accompagnare i Comuni che scelgono di collaborare e aggregarsi perché oggi, soprattutto nei territori più piccoli e nelle aree montane, la sfida principale è garantire continuità amministrativa, personale qualificato e servizi adeguati ai cittadini.”

Il provvedimento finanzia quattro percorsi distinti: la costituzione di nuove Unioni, l’adesione di nuovi Comuni a forme associative già esistenti, l’attivazione di nuove funzioni fondamentali in gestione associata, e il riordino territoriale delle Unioni montane. È prevista anche una premialità aggiuntiva per i Comuni nati da fusione che partecipano ai processi aggregativi: un incentivo nel premio, per chi ha già fatto la scelta più coraggiosa.

 

La montagna come caso specifico

Il capitolo montagna merita un approfondimento. Per il riordino istituzionale delle aree montane, i contributi saranno condizionati alla sottoscrizione di un Protocollo d’intesa con la Regione, che fisserà tempi e obiettivi per la ridefinizione degli ambiti territoriali e l’avvio operativo dei nuovi enti.

Non è burocrazia in più. È garanzia: i soldi non arrivano in cambio di buone intenzioni, ma di impegni precisi. La Regione si siede al tavolo, ma vuole che l’altro lato del tavolo ci sia davvero.

 

Un percorso condiviso

Quel che colpisce — e che val la pena sottolineare — è il metodo. Zecchinato lo rivendica: “Questa misura nasce da un percorso condiviso con Anci Veneto, Uncem e Consiglio delle Autonomie Locali.”

Non è un dettaglio. In un sistema istituzionale spesso segnato da conflitti di competenza e scarsa comunicazione tra livelli di governo, costruire una misura attraverso il dialogo con le rappresentanze dei Comuni e delle comunità montane è già di per sé un risultato. La leale collaborazione istituzionale, per dirla con le parole dell’assessore, più che uno slogan — è la condizione per cui le norme funzionano davvero.

Le scadenze

Le domande di contributo dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica entro il 16 ottobre 2026 alla Direzione regionale Enti locali. La rendicontazione delle spese dovrà invece essere trasmessa entro il 30 giugno 2027.

Chi ha già avviato percorsi di gestione associata o valuta una fusione farebbe bene a segnare queste date.

 

La governance dei piccoli Comuni è uno dei cantieri meno visibili ma più decisivi della politica regionale. Non porta voti nei grandi centri urbani, non finisce in prima pagina. Eppure è lì, in quel Veneto di campanili e strade provinciali, che si misura la qualità reale di un’amministrazione

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