di Redazione · Dicembre 27, 2024
L’assessore Bottacin traccia il bilancio annuale e guarda al futuro: “Occasione storica per l’energia idroelettrica entro il 2029”
Un anno di grandi risultati per il Veneto, con oltre 120 milioni di euro investiti in opere di difesa idraulica e forestale, progressi nella qualità dell’aria e l’eccellenza nella gestione dei rifiuti. A tracciare il bilancio del 2024 è stato l’assessore regionale all’Ambiente e Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, durante una conferenza stampa a Belluno.
«Stiamo portando avanti con decisione il piano di difesa idraulica avviato dopo l’alluvione del 2010, un progetto complessivo da 4 miliardi di euro, di cui abbiamo già realizzato opere per un valore di 2 miliardi e 200 milioni», ha dichiarato Bottacin. Solo nel 2024, i Geni civili hanno avviato 166 interventi per un totale di 87 milioni di euro, mentre i Servizi forestali hanno aperto 15 cantieri di grandi dimensioni per ulteriori 14 milioni.
A questi si aggiungono 5,4 milioni per progetti pronti a partire e 21 milioni destinati a interventi più piccoli ma diffusi in 101 progettazioni su tutto il territorio. «È un lavoro che proseguirà nel 2025 per consolidare la sicurezza del nostro territorio», ha aggiunto.
Raccolta differenziata e qualità dell’aria: un Veneto leader
L’ambiente è un altro settore in cui il Veneto si conferma ai vertici. Secondo il rapporto ISPRA, la regione è leader nazionale nella raccolta differenziata, con la provincia di Treviso al primo posto in Italia (90%) e Belluno al terzo (85%).
Anche la qualità dell’aria mostra segnali incoraggianti: «Pur non avendo ancora raggiunto gli obiettivi europei, come evidenziato da Legambiente, abbiamo registrato un miglioramento sensibile. Questo significa che siamo sulla strada giusta», ha affermato Bottacin.
Protezione civile: un’eccellenza del volontariato
Nel 2024 sono stati assegnati oltre 6 milioni di euro a sostegno delle attività dei gruppi di Protezione civile, una realtà che conta 8107 volontari impegnati in oltre 46.400 giornate di lavoro. «Il volontariato veneto ha operato non solo in regione, ma anche in emergenze nazionali, come in Emilia e Calabria, dimostrando una professionalità di cui siamo fieri», ha sottolineato Bottacin.
Energia idroelettrica: una sfida strategica per il 2029
Lo sguardo dell’assessore si è poi rivolto al futuro e alla gestione delle concessioni idroelettriche, che scadranno nel 2029. «Grazie a una modifica della norma nazionale e a una legge regionale, da quella data le centrali saranno proprietà della Regione. È un’occasione storica per il Veneto, sia per gli importi in gioco sia per la visione strategica dei territori montani», ha spiegato.
Secondo le stime attuali, il ritorno economico per il territorio sarà di 30 milioni di euro l’anno, di cui 20 milioni destinati alla provincia di Belluno. «Questa è una partita straordinaria, soprattutto grazie alla legge regionale 27 del 2020, che obbliga i titolari di grandi derivazioni a fornire energia gratuita alla Regione o a garantirne la monetizzazione», ha concluso Bottacin.
Un anno di successi e obiettivi futuri
Il 2024 ha segnato per il Veneto un anno di impegno e risultati concreti, con investimenti strategici in difesa del territorio, ambiente e infrastrutture. Il lavoro non si ferma, ha assicurato l’assessore, con un 2025 pronto a raccogliere nuove sfide e opportunità per il benessere e la sicurezza della comunità veneta.




