Vicenza, la sicurezza che non c’è. E le cinque domande di Benigno al Sindaco

di Arrigo Abalti · Maggio 15, 2025

 

Quando la politica non sa che pesci pigliare, si rifugia nella burocrazia del comando. E quando la città brucia, l’amministrazione  fa il gioco delle competenze. Insomma il solito scaricabarile: il degrado? Colpa del prefetto. La criminalità? Tocca al questore. Le ronde? Spettano al ministero. Ma alla fine, come dice Alessandro Benigno, presidente di Fratelli d’Italia a Vicenza, “è il Comune che ha la responsabilità politica”. E il sindaco? Si aggira tra le macerie dell’apatia decisionale, firmando comunicati come fossero cambiali di tempo che non torna.

Benigno va giù dritto, nel solco di un’opposizione che, paradossalmente, chiede di collaborare. Cinque proposte, tutte concrete, tutte ragionevoli, tutte realizzabili anche domani mattina.
Ma dal sindaco, neppure un cenno. Nessuna risposta, nemmeno un “ne parleremo in giunta”. E questo silenzio è assordante, perché mentre Palazzo Trissino tace, Vicenza grida. Grida per i pestaggi alla stazione, per lo spaccio a Campo Marzo, per il senso di insicurezza che il CENSIS ha appena certificato come una delle principali emergenze urbane italiane. E ogni giorno è un bollettino di guerra.

La proposta di Benigno è una mano tesa, certo, ma anche un guanto lanciato. Dice in sostanza: se vuoi giocare a fare il primo cittadino, caro Possamai, inizia a fare il primo. E quindi: metti le telecamere davanti ai negozi, usa gli ordini di allontanamento previsti per legge, attiva gli steward urbani in un partenariato pubblico-privato, anima le piazze con eventi, apri a tempo limitato la Ztl su alcune aree. Fine. Niente ideologia, solo gestione. Ma per questo serve una cosa che non si studia nei manuali: la volontà politica.

Perché oggi Vicenza è ostaggio di un’Amministrazione che pare più preoccupata di non disturbare la narrazione progressista che di garantire una passeggiata serena dopo cena. Uno che dice “la sicurezza è una percezione”, dimenticando che la percezione è la realtà delle persone. È quella mamma che cambia marciapiede alla vista di un capannello sospetto, è quel commerciante che non vuole più tenere aperto fino alle 20, è quel pendolare che non si sente sicuro nemmeno in pieno giorno.

La verità è che questa è la Giunta delle intenzioni, ma Vicenza ha bisogno di una Giunta delle soluzioni. E il tempo delle chiacchiere sta finendo. La città aspetta risposte. Fratelli d’Italia, da Joe Foru ad Alessandro Benigno le ha messe sul tavolo. E ora la palla è nel campo di chi governa. A meno che, come spesso accade in questi casi, non si voglia continuare a dire che è colpa degli altri. Ma a furia di dare la colpa agli altri, il centro storico si svuota e la città si spegne.

Il resto è rumore di fondo.

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