SVAMA più semplice, meno burocrazia: la Regione accelera l’accesso ai servizi per gli anziani

di Redazione · Febbraio 2, 2026

 

Meno carta, meno passaggi inutili, tempi più rapidi. La Regione del Veneto mette mano alla Svama, la scheda di valutazione multidimensionale dell’anziano, per sbloccare uno dei colli di bottiglia più delicati dell’assistenza agli over non autosufficienti. Con una delibera di Giunta approvata nei giorni scorsi, viene aggiornata la modalità di compilazione della domanda di accesso ai servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari, con l’obiettivo dichiarato di accelerare la presa in carico.

A spiegare il senso dell’intervento è il presidente della Regione Venet, Alberto Stefani: «Continua l’impegno nel processo di semplificazione degli oneri burocratici che troppo spesso si traducono per il cittadino in complicazioni amministrative e lunghe attese. L’attenzione alle fragilità e la sburocratizzazione sono obiettivi prioritari: ora le pratiche saranno più semplici, anche a vantaggio degli operatori sociali».

Il provvedimento, presentato dall’assessore alle Politiche sociali Paola Roma, interviene su passaggi che, nella pratica quotidiana dei servizi territoriali, avevano mostrato criticità soprattutto nei casi più complessi: persone prive di una rete familiare o, al contrario, con un parente disponibile ma non immediatamente formalizzato.

Il nodo principale riguardava la nomina dell’amministratore di sostegno. «La procedura – spiega l’assessore Roma – rischiava di irrigidirsi e di rallentare l’avvio dell’accoglienza proprio nei momenti di maggiore urgenza. Era necessario intervenire per evitare che un adempimento formale diventasse un ostacolo alla risposta assistenziale».

La modifica più rilevante, sollecitata anche dall’Ordine degli assistenti sociali del Veneto, riguarda infatti la sottoscrizione della domanda: il cittadino non sarà più costretto a individuare subito un amministratore di sostegno al momento della richiesta. Una scelta che introduce maggiore flessibilità, tutela la persona nelle fasi iniziali e consente ai servizi di garantire continuità, tempestività e appropriatezza degli interventi.

Un aggiustamento tecnico, ma con effetti concreti. Perché nella sanità e nel sociale il tempo, spesso, è la prima cura. E ogni passaggio burocratico tolto è un passo in più verso una risposta reale ai bisogni delle famiglie.

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