di Redazione · Febbraio 6, 2024
| Assessore Fantin: «Abbraccerà tutta la città» La mostra “POP/BEAT – Italia 1960-1979. Liberi di sognare”, aperta in Basilica Palladiana dal 2 marzo al 30 giugno, sarà la miccia di una ricchissima serie di eventi collaterali ad hoc, proposti in alcuni dei principali luoghi monumentali della città di Vicenza, grazie all’impegno degli assessorati alla Cultura, al Turismo e all’attrattività della città; all’Istruzione; alle Politiche giovanili, digitalizzazione e innovazione. Questa mattina l’assessore Ilaria Fantin ha presentato il senso di questo progetto corale: «Pop Beat abbraccerà tutta la città, declinando attraverso numerosi eventi, dentro e fuori mostra, lo spirito degli anni 60 e 70 in Italia. Sono già numerose le adesioni di partner culturali importanti, ma abbiamo raccolto molto interesse da parte di tutti gli operatori con cui abbiamo costituito il Coordinamento cultura. Contiamo sull’energia di tutti per far scoprire – soprattutto ai più giovani – questo particolarissimo periodo storico, artistico e musicale che tanto ha influenzato la nostra società». Eccone l’elenco delle prime iniziative in programma, annunciate oggi dal curatore Roberto Floreani: La serata performativa Randagi Agnelli Angeli Fottuti, del co-curatore Alessandro Manca (recitazione, musica, video), nell’auditorium della Basilica, a metà marzo. Il festival dei giovani VI-YOUNG parteciperà alla tematica del progetto, il 12, 13, 14 aprile. L’intento è infatti quello di coinvolgere tutta la città di Vicenza in una grande festa collettiva, prendendo spunto dallo spirito della mostra che il curatore Roberto Floreani con queste parole: Nel caso specifico della Pop e della Beat italiane ho voluto approfondire un periodo storico che ho vissuto da testimone oculare, almeno a partire dalla metà degli anni ’70, nelle speranze, nei fermenti, nella voglia di vivere, naufragati nella tragedia degli anni di piombo e della strage procurata dalle droghe pesanti. Un tributo feroce di perdite di vite, d’amicizie e d’illusioni: 1960 liberi di sognare, quindi, fino alla fine del sogno, 1979. Questi artisti, questi poeti, questa musica sono quanto ho visto, letto, ascoltato in quegli anni e che vedo, leggo e ascolto ancor oggi. In mostra, le sezione Pop, proporrà quasi un centinaio di opere selezionate di 35 artisti privilegiando i grandi formati, spettacolarizzati da un’ampia sezione di sculture. Saranno presenti opere di Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Paolo Baratella, Roberto Barni, Gianfranco Baruchello, Gianni Bertini, Umberto Bignardi, Alik Cavaliere, Guglielmo Achille Cavellini, Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Fernando De Filippi, Bruno Di Bello, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Piero Gilardi, Sergio Lombardo, Roberto Malquori, Renato Mambor, Umberto Mariani, Gino Marotta, Titina Maselli, Fabio Mauri, Aldo Mondino, Ugo Nespolo, Pino Pascali, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Sergio Sarri, Mario Schifano, Giangiacomo Spadari, Tino Stefanoni, Cesare Tacchi, Emilio Tadini. La temperatura Beat in mostra sarà garantita dalla musica di quegli anni, diffusa in loop e rappresentata dai rari documenti originali di Gianni Milano, mentore di un’intera generazione, Aldo Piromalli, Andrea d’Anna, Gianni De Martino, Pietro Tartamella, Eros Alesi, Vincenzo Parrella e molti altri, nonché della vicenda artistica militante dell’Antigruppo siciliano. |




