San Felice, il Comitato torna alla carica: “Due comunicati, zero risposte dal Comune”

di Redazione · Settembre 14, 2026

Corso San Felice e Fortunato, la nuova corsia condivisa tra bus e biciclette, i rilievi tecnici mai resi pubblici. Il Comitato di quartiere rilancia domande già poste e tre proposte concrete per commercianti e residenti, ma dal Municipio, ad oggi, non arriva nulla

 

A Vicenza c’è un quartiere che aspetta risposte e un’amministrazione che, almeno per ora, sceglie il silenzio. Il Comitato San Felice ha diffuso un terzo comunicato stampa, dopo due tentativi già andati a vuoto, per rimettere sul tavolo la questione della nuova viabilità di Corso SS. Felice e Fortunato. Il tono, questa volta, è meno una protesta e più una constatazione amara: alle domande poste nel merito, scrive il Comitato, “non è arrivata alcuna risposta”.

Il nodo della corsia bus-bici

Al centro delle contestazioni c’è la scelta di far convivere autobus e biciclette nello stesso spazio di marcia lungo Corso San Felice. Una soluzione che il Comitato ritiene priva oggi di una copertura normativa chiara: la riforma del Codice della strada del 2024 avrebbe infatti abrogato la norma che permetteva ai Comuni di ammettere i velocipedi sulle corsie riservate al trasporto pubblico, un punto rafforzato — sostiene il Comitato — da una successiva circolare del Ministero dell’Interno. La domanda rivolta a Palazzo Trissino è diretta: se esiste una base giuridica diversa che giustifica la scelta, perché non viene mostrata?

Rilievi tecnici mai condivisi

Il secondo fronte riguarda la documentazione. L’ordinanza comunale richiama rilievi strumentali e verifiche di fattibilità alla base del nuovo assetto viario, ma il Comitato lamenta di non aver mai potuto vedere né le misurazioni della carreggiata né le valutazioni sulla sicurezza della circolazione promiscua tra mezzi pubblici e ciclisti. Un vuoto informativo che, spiegano dal Comitato, riguarda un intervento tutt’altro che marginale: bus in doppio senso, sparizione della vecchia pista ciclabile, biciclette dirottate sulla corsia preferenziale.

Le proposte per il quartiere

Oltre alle critiche, il Comitato mette sul piatto tre richieste concrete pensate per attenuare l’impatto della riorganizzazione: un’ora di sosta gratuita per chi frequenta le attività commerciali della zona, uno spazio dedicato ai bus turistici viste le strutture alberghiere del quartiere (o in alternativa il loro passaggio sulla corsia preferenziale), e pannelli luminosi in Viale Milano e Viale Roma che segnalino i posti liberi nei parcheggi di Piazzale Giusti e del Battaglione Monte Berico, con una possibile svolta a sinistra per chi arriva da Viale Milano. Proposte, sottolinea il Comitato, che si potrebbero accogliere, respingere o discutere con un semplice confronto — cosa che finora non è avvenuta.

Più che un progetto, un metodo

È qui che il comunicato cambia registro. Il Comitato non chiede di sostituirsi al Comune né di avere l’ultima parola sulle scelte tecniche, ma rivendica per residenti e commercianti il diritto di capire perché certe decisioni siano state prese. Al contempo respinge l’accusa, ricevuta secondo quanto riferito dagli stessi promotori, di scarsa collaborazione: difficile parlare di dialogo, osservano, quando le domande pubbliche restano senza eco.

L’appello finale è rivolto al sindaco e agli assessori competenti, con un invito a entrare nel merito: la base normativa della corsia condivisa, i rilievi tecnici richiamati nell’ordinanza, le valutazioni sulla sicurezza, un giudizio sulle proposte per sosta, commercio e bus turistici. Il Comitato non chiede di avere ragione. Chiede, semplicemente, di essere ascoltato.

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