Diljit Dosanjh e la conquista globale del Punjabi Cool

di Buongiorno Vicenza · Giugno 5, 2025

Una volta relegata alle playlist regionali e alle piste da ballo dei matrimoni, la musica punjabi sta ora risuonando in tutto il mondo, con tanto di spavalderia sartoriale e ritmi bhangra al seguito.  A guidare questa rivoluzione ritmica è nientemeno che il rapper e cantante indiano Dilijit Dosanjh, non più giovanissimo ma estremamante rilevante, la cui performanc al Met Gala di quest’anno ha fatto notizia da Manhattan a Mumbai.
A 41 anni, Dosanjh è un artista esperto.  Eppure rimane una dell voci più dinamiche della macchina culturale indiana. Già unico artista punjabi a esibirsi al Coachella – una pietra piliare di per sè – Dosanjh ha consolidato il suo appeal internazionale il mese scorso, quando ha calcato il tappeto rosso del Met Gala vestito come un maharajah Maratha del XX secolo. Il suo ensemble color avorio e oro, realizzato dallo stilista nepalese-americano Prabal Gurung, comprendeva un turbante gioiello, un’opulenta collana ispirata a Cartier e una spada a testa di leone con una mappa del Punjab ricamata sul mantello.  Non era moda, era diplomazia culturale e ha fatto tendenza in India per settimane.
Tuttavia, l’ostentazione di Dosanjh non è solo un costume, ma una continuità.  La sua musica fonde l’hip-hop di strada con il ritmo folk della tradizione punjabi.  Il suo guardaroba segue l’esempio: sneakers oversize, pantaloni anti-fit, gioelli di grande effeto e una serie di turbanti indossati con invidiabile disinvoltura.  È diventato un oracolo di stile per una generazione che pasa dal bhangra a Balenciaga senza perdere un colpo.
Questo remix culturale sta risuondando ben oltre l’India.  A Los Angeles, Berlino e Winnipeg, le esibizioni di bhangra ora includono crop top al neon e sneakers ad alte prestazioni.  Le feste in cantina pulsano di bassi desi e il rap punjabi, un tempo di nicchia, è ora una legitima sottocultura globale.
E non si tratta solo di Dosanjh.  Artisti come Jazzy B, Yo Yo Honey Singh, Badshah e AP Dhillon stanno rimodellando la moda e il sound punjabi con qualsiasi cosa, dai bomber di Luois Vuitton ai ciondoli Kanda di taglia superiore.  Ma mentre molte di queste star hanno influenzato le tendenze regionali, Dosanjh ha superato i confini.  Il suo stile e il suo sound offrono qualcosa di decisamente ibrido, profondamente radicato e allo stesso tempo fluente a livello globale.
Come la nota storica culturale Alka Pande, “gli uomini punjabi sono inventivi. Anche nei chetti della diaspora, sono loro gli uomini di spettacolo”. In effetti, Dosanjh non si sta solo esibendo.  Sta rappresentando un’India globalizzata in cui le tradizioni non vengono elimitate, ma trasformate in forme nuove e sorprendenti.  Il mondo lo sta guardando.  E sì, anche loro ballano.

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