Zona Rossa Football Club

di Arrigo Abalti · Giugno 27, 2025

Note a margine di un venerdì qualunque

 

Sarà il caldo insopportabile o la mancanza di notizie esaltanti, ma le cronache politiche vicentine di questi giorni offrono spunti di riflessione degni di nota. Da una parte il sindaco Possamai che, in un’intervista al Giornale di Vicenza, si concede alcune considerazioni sulla necessità per la sinistra di “fare autocritica” in materia di sicurezza. Dall’altra, Fratelli d’Italia che scopre improvvisamente senza ammetterlo che le proposte del consigliere Joe Formaggio e Nicolò Naclerio sulla zona rossa erano giuste.

Il sindaco democratico, con quella franchezza che talvolta caratterizza i politici in fase di maturazione amministrativa, spiega che “la questione sicurezza non può essere sottovalutata” e che “il che non significa scimmiottare la destra”. Una precisazione necessaria, evidentemente, per chi fino a ieri considerava questi temi appannaggio esclusivo dell’opposizione. E’ oggettivamente un salto in avanti importante per Possamai, si toglie la giacca del dirigente PD, del temporeggiatore che deve gestire i templari del politicamente corretto che ha in maggioranza, e rompe gli indugi. Apre l’agenda davvero sulla sicurezza e speriamo ora seguano le misure conseguenti, compreso il patto di non dividersi con l’opposizione su un problema che non ha colore politico ma solo quelli della violenza e del degrado.

Interessante notare come Possamai abbia scelto proprio questo momento per condividere le sue riflessioni strategiche sul futuro del centrosinistra. Forse l’esperienza diretta dell’amministrazione locale offre prospettive inedite sui temi che animano il dibattito politico nazionale. O forse semplicemente a Vicenza l’aria è particolarmente stimolante per l’autocritica.

Nel frattempo, Fratelli d’Italia ha fatto una scoperta sorprendente: Joe Formaggio aveva ragione. E solo il capogruppo Nicolò Naclerio aveva abbracciato la sua campagna per la Zona Rossa. Dopo mesi di riflessioni interne, il partito ha finalmente compreso che le proposte del proprio consigliere sulla zona rossa meritavano attenzione. “Servono aree off limits anche per i cantieri Tav”, dichiarano ora, echeggiando con qualche mese di ritardo le parole del loro stesso rappresentante.

È un fenomeno affascinante quello della maturazione delle idee all’interno dei partiti. Come il vino, certe proposte politiche necessitano evidentemente di un periodo di invecchiamento prima di essere apprezzate nella loro pienezza. Il tempo, si sa, è galantuomo anche in politica.

Viene da chiedersi se questa tempistica sia frutto di una strategia comunicativa particolarmente raffinata o se, più semplicemente, i processi decisionali interni richiedano tempi di elaborazione più lunghi del previsto. O ancora se ci sia un suggeritore che ha avuto la forza e gli argomenti per far cambiare idea alle segreterie meloniane.

Il quadro che emerge è di particolare interesse sociologico: un sindaco di centrosinistra che invita il proprio schieramento alla pragmaticità, mentre sul fronte opposto un partito di centrodestra scopre la saggezza retrospettiva delle proprie proposte interne.

Possamai, giovane ma scafato, ha probabilmente intuito che certi temi non possono essere lasciati in esclusiva agli avversari politici. Una lezione che molti sindaci imparano sul campo, spesso con qualche anno di ritardo rispetto all’insediamento.

Fratelli d’Italia, dal canto suo, dimostra che l’autoascolto è una virtù che può essere coltivata anche in età adulta. Riconoscere il valore delle idee dei propri compagni di partito, seppur con qualche mese di differimento, è comunque un segno di maturità politica.

In questa fase della vita politica vicentina, assistiamo dunque a un fenomeno curioso: l’autocritica che diventa strumento di credibilità e il riconoscimento tardivo che si trasforma in saggezza acquisita.

Forse è proprio questo il segno di una politica locale che sta trovando i propri equilibri. O forse è semplicemente venerdì, e anche i politici hanno diritto a qualche momento di sincerità.

La vita politica continua, con i suoi tempi e le sue sorprese.

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