di Arrigo Abalti · Luglio 9, 2025
Situazione di stallo nell’ente che governa la sanità nazionale
A sette mesi dall’uscita di scena di Domenico Mantoan, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) è ancora senza una governance piena. Una situazione che desta crescente preoccupazione tra gli operatori del settore sanitario, anche alla luce delle funzioni sempre più centrali attribuite all’Agenzia negli ultimi anni, soprattutto in relazione ai progetti legati al PNRR.
Nella giornata di lunedì, l’ennesima fumata grigia dalla Conferenza delle Regioni. Nessun accordo sul nome da proporre per la presidenza e sul componente mancante del Consiglio di Amministrazione. Secondo quanto trapela, persistono forti divergenze politiche tra le Regioni: da una parte il centrodestra, che sostiene la candidatura dell’ex assessora ligure alla Sanità Sonia Viale di area Lega; dall’altra, il centrosinistra con la Campania che propone l’attuale assessore regionale all’Economia Ettore Cinque di area PD. Solo che non si trova l’accordo perchè in AGENAS vige la consuetudine che Presidente e Direttore Generale siano espressione di parti politiche contrapposte per garantire equilibrio di poteri. Trattandosi di ruoli così delicati poi, le due posizioni devono essere concordate tra le Regioni e il Ministro. Evidentemente questa intesa non c’è. E il fatto che la governance a cinque sia da tempo monca conferma che non c’è l’accordo tra Stato e Regioni nè sulla Presidenza, nè sul Direttore Generale, nè tantomeno sui due membri di nomina ministeriale e regionale.
Nel frattempo, il Ministero della Salute, pur riconoscendo la delicatezza della situazione, non è ancora intervenuto con un’indicazione per la nuova direzione generale né sull’ipotesi – sempre più concreta – di un commissariamento dell’Agenzia.
Uno stallo istituzionale con ricadute operative
Attualmente, l’Agenas è retta dal direttore generale facente funzione Giulio Siccardi, subentrato a Mantoan a fine 2024. Anche la presidenza facente funzione è cambiata: a Manuela Lanzarin è subentrata Milena Vainieri, il cui mandato è tuttavia in scadenza. Se non verranno nominati nuovi membri, il Consiglio di Amministrazione resterà a breve con soli due componenti, numero insufficiente per garantire l’operatività dell’Agenzia.
Il rischio concreto è quello di un rallentamento nella gestione di dossier fondamentali per il SSN: dalla Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa, alla realizzazione del Portale della trasparenza, passando per il coordinamento dei progetti su telemedicina, intelligenza artificiale e sanità digitale previsti dal PNRR. Non va dimenticato inoltre il ruolo centrale dell’Agenas nella raccolta e analisi dei dati sanitari e nel supporto tecnico alle Regioni per la programmazione e la valutazione dei LEA.
La funzione strategica di Agenas e l’urgenza di una governance stabile
Nata nel 1993, l’Agenzia è sempre stata chiamata a svolgere una funzione di interfaccia tecnica tra il Ministero della Salute e le Regioni. Negli anni, però, la sua mission si è ampliata fino a comprendere attività di valutazione delle performance sanitarie regionali, analisi dei fabbisogni di personale, benchmark di spesa, sviluppo della sanità digitale e supporto alla transizione tecnologica.
Con la pandemia prima, e con il PNRR poi, Agenas è stata posta al centro di un processo di modernizzazione del SSN che ora rischia un arresto. In assenza di una guida politica condivisa e di una direzione tecnica autorevole, molti progetti rischiano di subire ritardi o di non essere portati a termine in tempo utile per rispettare le scadenze europee.
Commissariamento sempre più probabile
Di fronte a questa paralisi, prende corpo l’ipotesi di un commissariamento – anche perchè se non si trova l’intesa entro il 20 luglio non ci sono altre possibilità – che potrebbe garantire continuità amministrativa ma che rappresenterebbe comunque una soluzione d’emergenza, segnale di un’incapacità di trovare una sintesi condivisa. In un momento così delicato per la sanità italiana – con criticità strutturali ancora aperte e un contesto demografico sempre più gravoso – la mancanza di un’agenzia operativa e autorevole mina la capacità stessa di pianificare il futuro del sistema.
L’Agenas non è solo un soggetto tecnico. È uno snodo essenziale per l’equilibrio del sistema multilivello della sanità italiana. Lasciarla senza guida è un lusso che il Paese – e soprattutto i cittadini, che aspettano risposte concrete su liste d’attesa, carenza di personale e accesso equo ai servizi – non può più permettersi. Ma probabilmente il nome del Commissario è già scritto da qualche parte ed è molto probabile che il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che emana la nomina sia già in arrivo sul tavolo di Giorgia Meloni.



