di Arrigo Abalti · Luglio 10, 2025
Un’associazione esclusa per un dettaglio mancato, una consigliera che chiede trasparenza, un Comune che prova a modulare… ma la sinfonia istituzionale finisce fuori tempo
A Thiene la musica rischia di uscire dal pentagramma per entrare nel registro delle polemiche. Non stiamo parlando di una sinfonia, ma di una co-progettazione: quella dell’Istituto musicale “Città di Thiene”, che più che uno spartito armonico, oggi assomiglia a una partitura scritta a più mani… e senza accordo.
La notizia è che l’associazione Inartesalus è stata estromessa dalla gestione del prestigioso istituto. Motivo? Una mancata iscrizione al RUNTS, il Registro unico nazionale del Terzo Settore. Una formalità, certo. Ma si sa: le formalità, come le pause nei concerti, servono a dare ritmo e struttura. Se salti quella, anche il pezzo più ispirato rischia di finire in caos.
Il Comune ha tirato dritto. Il bando è stato firmato, le porte dell’Istituto si sono aperte, gli accordi sono andati a tempo. Solo dopo ci si è accorti che uno dei partner mancava di quel piccolo dettaglio chiamato requisito. Che è un po’ come trovarsi sul palco senza lo strumento. Poco elegante.
A segnare la nota stonata ci ha pensato la consigliera Giulia Scanavin, che in questa storia interpreta il ruolo del metronomo: misura, segnala, chiede chiarezza. Aveva già chiesto di rivedere tutto, ora propone – con ironia e determinazione – che si vada a verificare anche l’altro spartito: quello dei contributi erogati e della legittimità della convenzione. Niente caccia alle streghe, per carità. Ma un po’ di trasparenza, magari con tanto di luci da sala prove, sì.
Nel frattempo, il Comune promette di “rimodulare”, parola che in musica può significare tutto e niente. Rimodulare lo statuto, rimodulare la co-progettazione, rimodulare anche i rapporti, perché – nel frattempo – il trio si è ridotto a un duo. E la melodia ne ha risentito.
È una storia tutta thienese, in cui nessuno ha sbagliato per cattiveria, forse per fretta. Ma che ci ricorda una lezione antica: prima di suonare insieme, bisogna essere d’accordo sul tempo, sulla tonalità e, soprattutto, sul fatto che si sta suonando lo stesso pezzo.
Nel dubbio, consigliamo c chi ne ha la competenza un bel pianoforte in sala consiliare: per rimettere tutto in armonia. E magari, stavolta, accordato.



