di Arrigo Abalti · Agosto 27, 2025
Voci di rimpasto nella Giunta Possamai
Ogni città ha i suoi riti di fine estate. A Vicenza, oltre ai temporali di agosto e ai compiti delle vacanze, c’è il toto-rimpasto. Una materia che si studia sottovoce nei corridoi di Palazzo Trissino, con la stessa ansia di chi aspetta i risultati della maturità.
Secondo i rumors, tre assessori sarebbero finiti in graticola: Leonardo Nicolai (politiche giovanili), Ilaria Fantin (cultura) e Sara Baldinato (ambiente). Tre cattedre impegnative, tre studenti chiamati a recuperare le insufficienze della prima parte di mandato.
Il sindaco Giacomo Possamai smentisce ufficialmente – come ogni buon preside che si rispetti – ma ammette che a fine anno ci sarà un check sul lavoro della prima parte del mandato. Tradotto dal politichese: qualche tirata d’orecchie è inevitabile, ma nessuno sembra destinato a una bocciatura immediata. Piuttosto, si va avanti con debiti formativi, da saldare entro pochi mesi, nella speranza che il registro delle assenze non si trasformi in un registro dei rimpianti.
La metafora calcistica aiuta: Possamai sta per iniziare il girone di ritorno del suo campionato amministrativo. Due anni e mezzo alle spalle, due anni e mezzo davanti. L’allenatore si guarda intorno: meglio cambiare la formazione a metà partita o dare fiducia a chi, magari con qualche errore, conosce già lo schema?
A complicare il quadro, c’è un fantasma che aleggia nei corridoi di Palazzo Trissino: quello di Francesco Rucco. L’ex sindaco, negli ultimi anni di mandato, sostituì parte della sua giunta, salvo poi ritrovarsi al voto proprio con molti di quegli assessori passati armi e bagagli nel campo avverso. Alcuni di loro oggi siedono al fianco di Possamai. Una lezione che, nel centrosinistra, resta scolpita come un monito: attenzione a chi mandi via, perché te li puoi ritrovare dall’altra parte, alla faccia della coerenza.
Così, il rimpasto resta più un esercizio di stile che un cambio reale. Una partita giocata sul filo delle voci, che serve a tenere tutti sull’attenti e ricordare che la promozione al prossimo anno non è scontata. Alla fine, la politica somiglia sempre più a una scuola con la manica larga: nessuno vuole i bocciati, ma i rimandati a settembre, quelli sì, abbondano.
E a Vicenza, si sa, settembre arriva sempre puntuale.



