di Redazione · Marzo 18, 2025
La capogruppo dem critica la Regione: “Violata la legge regionale, serve trasparenza per un tema così delicato”
“Restano tutte le ombre sull’affidamento diretto da 139 mila euro a Shado Srl per la campagna di comunicazione contro la violenza di genere”. A denunciarlo è la capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto, Vanessa Camani, che attacca duramente la gestione dell’assegnazione da parte della giunta e dell’assessora Manuela Lanzarin.
Camani, intervenuta in aula regionale dopo aver ricevuto risposta a un’interrogazione depositata lo scorso gennaio, si dice insoddisfatta dei chiarimenti ottenuti: “Lanzarin ha svicolato sul nodo centrale della vicenda: perché non è stata rispettata la legge regionale 5/2013, che impone di affidare attività di comunicazione su temi sociali a soggetti pubblici o privati senza fini di lucro? Shado Srl, del gruppo H-Farm, non può certo definirsi estranea al mercato”.
La consigliera PD sottolinea inoltre la mancanza, nella documentazione ottenuta tramite accesso agli atti, di ogni riferimento proprio a Shado Srl, nonostante i precedenti affidamenti diretti alla società da parte della Regione: “Dalla campagna per il referendum sull’autonomia nel 2017 alla promozione dei lavori sulla Pedemontana, fino a un recente incarico da 46 mila euro nel novembre 2023. Senza dimenticare i 170 mila euro pagati da Azienda Zero per la campagna ‘Vivo bene’”.
“Il tema della violenza di genere – aggiunge Camani – merita la massima serietà e trasparenza. Serve coinvolgere chi conosce davvero la materia, non affidare campagne a soggetti scelti senza gara e senza motivazioni adeguate. Nessuno mette in discussione la professionalità di Shado Srl, ma il metodo scelto dalla Regione non è né corretto né rispettoso delle norme e della gravità del tema”.




