Alberto Stefani ha ottenuto l’investitura

di Arrigo Abalti · Ottobre 8, 2025

Alea iacta est

Accordo raggiunto: Alberto Stefani sarà il candidato presidente del Veneto. La Lega tiene la poltrona, Fratelli d’Italia prende il potere. E torna la politica.

È fatta. Dopo settimane di trattative, rinvii e un parto politico infinito, il centrodestra ha trovato la quadra: Alberto Stefani sarà il candidato presidente del Veneto.

Un compromesso che mette d’accordo tutti, anche se non entusiasma nessuno.

L’intesa prevede che la Lega mantenga la presidenza, ma Fratelli d’Italia entri da protagonista nella stanza dei bottoni con cinque assessori su dieci e le deleghe più pesanti: sanità, sociale, formazione, lavoro, infrastrutture, trasporti e bilancio.

Tre assessorati andranno alla Lega, due a Forza Italia.

Nel pacchetto c’è anche la presidenza del Consiglio regionale per FdI.

È il titolo di coda dello Zaiastan, la lunga stagione dell’uomo solo al comando, del Veneto praticamente monocolore, dove ogni decisione partiva e finiva con Luca Zaia. Un modello che ha garantito stabilità, ma anche immobilismo.

Con Stefani si apre un nuovo capitolo. Le scelte non passeranno più dal carisma di uno, ma dal confronto tra le anime della coalizione. Si torna alla politica, alla negoziazione, al bilanciamento tra partiti e territori. E in questo, Stefani ha il profilo giusto: giovane, pragmatico, dialogante, capace di ricucire più che di dividere.

Nel nuovo equilibrio, Fratelli d’Italia conquista il peso specifico che cercava da tempo e Meloni porta a casa anche l’intesa sulle prossime partite: la Lombardia per Carlo Fidanza e le candidature a sindaco nelle grandi città — Venezia, Padova, Vicenza.

Finisce un ciclo politico, comincia un’altra idea di Veneto: meno personalistica, più politica. E forse, in questo passaggio, ci guadagnano la democrazia e la rappresentanza.

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