Alta Incapacità

di Arrigo Abalti · Aprile 16, 2024

Girava da tempo la battuta, ma ora è praticamente deciso, il braccio di burro tra Comune di Vicenza e Ferrovie dello Stato finisce due a zero. A sfavore del Comune ovviamente. E nel 2026 Ponte Alto diventerà, al massimo, un’espressione geografica vintage, perchè sarà abbattuto per fare spazio all’Alta Velocità.

Game over.

La querelle nasce già nella seconda fase dell’Amministrazione Rucco, e all’epoca anche il sindaco del centrodestra aveva bocciato l’idea della demolizione del ponte, poi, con l’arrivo di Giacomo Possamai e l’aspettativa della città in un cambio di passo e soprattutto di protagonismo del giovane sindaco dem, ci stava un altolà a RFI.

E l’altolà c’è stato, l’intervento in difesa del territorio è arrivato sia da Possamai che dal presidente della Provincia, Andrea Nardin, solo che la risposta di RFI è la stessa di Rhett Butler in Via col vento, “Francamente me ne infischio”. Del sindaco, del presidente della provincia e di chiunque altro.

Il 2026, che vuol dire meno di due anni da oggi, vedrà l’abbattimento del ponte e, con esso, le speranze di un passaggio discreto dell’Alta Velocità a Vicenza. E la parte finale del mandato del Sindaco si prepara a facilitare la rimonta del Centrodestra che proprio nel 2028 andrà alla sfida con Possamai. E’ in arrivo una stagione che potrebbe durare circa due anni di disagi, problemi di traffico, viabilità e paralisi dell zona ovest della città. E sarà difficile per il sindaco, per qualunque sindaco, gestire la rabbia dei cittadini. I commenti riportati sulla stampa quotidiana parlano di approfondimenti da fare, di possibili mediazioni tra il niet di RFI e Iricav, ma il fumus della sconfitta del territorio c’è tutto.

In questa prospettiva servirebbe un po’ di coraggio e di senso della realtà.

Coraggio di alzare gli scudi da parte di Sindaco, Presidente della Provincia, Camera di Commercio e delle categorie economiche, per non parlare dei parlamentari che dovrebbero fare sistema per condizionare le scelte a livello romano. In particolare deputati e senatori vicentini che fanno parte della maggioranza di governo e che dovrebbero farsi sentire a Palazzo Chigi. Un po’ di senso della realtà perché RFI e Iricav avranno sempre la scusa della carenza di risorse per fare la scelta più comoda per loro, non per la città.

Le risorse, quando la politica fa il suo mestiere, si trovano.

 

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