ATER più Forte

di Redazione · Luglio 14, 2026

Ater Vicenza, il risiko delle nomine premia Forte e Cecchetto: e la partita si allarga alla provincia

 

Alla fine il countdown di Palazzo Ferro Fini si è chiuso anche per Vicenza. Nella lunga maratona di nomine che il Consiglio regionale ha portato a termine oggi — quarantacinque poltrone da assegnare tra enti, agenzie e società partecipate, con una trattativa che nei corridoi veneziani viene chiamata senza troppi giri di parole “spartizione” — il capitolo Ater vicentino si chiude con un impasto che riflette fedelmente i rapporti di forza usciti dalle urne di marzo.

Vincenzo Forte (FdI), presidente. Romano di nascita ma vicentino d’adozione dal 2007, Forte arriva alla presidenza dell’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale con un curriculum politico che parla da sé: già coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia a Vicenza, oggi membro dell’Assemblea nazionale del partito, presiede da tempo anche il Consorzio A.Ri.C.A. Un nome che consolida il peso meloniano nel sistema delle partecipate del territorio, in continuità con un percorso di crescita che il partito rivendica da almeno un lustro in provincia.

Milena Cecchetto (Lega), vicepresidente. Per dieci anni sindaco di Montecchio Maggiore, poi consigliere regionale nello “Zaia ter”, Cecchetto porta all’Ater un’esperienza amministrativa di peso specifico raro tra le nomine di partito: è stata lei la regista politica del nuovo ospedale di Montecchio, dossier tra i più complessi e strategici della sanità vicentina dell’ultimo decennio. Rimasta fuori dal Consiglio regionale alle elezioni di novembre come seconda dei non eletti, la Lega la richiama in campo con un incarico di sostanza, segno che il partito non ha voluto disperdere un patrimonio di competenza territoriale difficile da replicare.

Luca Cortese (Pd), consigliere di minoranza. Ex sindaco di Sarcedo, portavoce storico delle istanze dell’Alto Vicentino, Cortese porta nel cda dell’Ater la sensibilità di chi ha amministrato un piccolo Comune misurandosi quotidianamente con i temi della casa, del sociale e dei servizi di prossimità. La sua nomina, di espressione dell’opposizione, segue la prassi che riserva alla minoranza un seggio in ciascun cda.

Tre profili, tre storie diverse, un solo terreno di verifica: la capacità di questo nuovo Consiglio di amministrazione di rispondere a un’emergenza abitativa che a Vicenza, come nel resto del Veneto, è ben nota. All’orizzonte la sfida con la gestione dei fondi del Piano Casa del Governo Meloni.

 

CONDIVIDI SU

[wpzoom_social_icons id="12577"]