Buoni pasto: tetto massimo del 5% sulle commissioni anche nel settore privato

di Redazione · Gennaio 3, 2025

Dal 2025 la norma già applicata nel pubblico si estenderà al privato. Boschiero (Confcommercio Vicenza): «Misura attesa da 20 anni»

Dal 2025 entrerà in vigore una svolta storica per gli esercenti del settore privato: il tetto massimo del 5% sulle commissioni richieste dalle società emettitrici di buoni pasto, già previsto per il settore pubblico, verrà esteso anche al mercato privato. La norma è stata introdotta dal DDL annuale per il mercato e la concorrenza, approvato in via definitiva il 12 dicembre 2024.

Questa misura è il risultato di una lunga battaglia condotta dalla FIPE-Confcommercio, che da anni chiede una riforma strutturale del sistema dei buoni pasto per garantire maggiore equità e salvaguardare il valore reale dei ticket. «La misura era attesa da almeno 20 anni dagli operatori dei settori pubblici esercizi e alimentare – afferma Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza –. Finalmente si mette fine al malcostume di commissioni insostenibili, che arrivavano fino al 20% del valore nominale del buono pasto».

Un cambio di sistema graduale

La norma entrerà immediatamente in vigore per gli esercenti che non hanno ancora contratti in essere con le società emettitrici. Per i contratti già sottoscritti, invece, il tetto del 5% sarà applicato a partire dal 1° settembre 2025. «In questa fase di transizione – sottolinea Boschiero – è essenziale che gli operatori valutino con attenzione i nuovi contratti, assicurandosi che la commissione del 5% comprenda tutti i servizi offerti dalle società emettitrici».

Per i buoni pasto emessi entro il 1° settembre 2025, continueranno a valere le condizioni previste dai contratti stipulati prima dell’entrata in vigore del DDL Concorrenza, ma queste condizioni non potranno essere applicate oltre il 31 dicembre 2025.

Benefici per il settore e per i consumatori

La FIPE-Confcommercio stima che l’introduzione del tetto massimo sulle commissioni nel settore privato genererà benefici economici complessivi per circa 240 milioni di euro, con risparmi che per le singole imprese potrebbero raggiungere decine di migliaia di euro.

Questo intervento potrebbe portare vantaggi anche per i consumatori, riducendo il rischio che gli esercenti rifiutino di accettare i buoni pasto a causa delle alte commissioni. I ticket rappresentano infatti uno strumento fondamentale di welfare aziendale, utilizzato quotidianamente da milioni di lavoratori per fare la spesa o consumare pasti fuori casa.

La necessità di una riforma strutturale

Nonostante il passo avanti, Boschiero evidenzia l’importanza di proseguire verso una riforma complessiva del sistema. «Servono contratti chiari e trasparenti, un rating di affidabilità per le società emettitrici e un Fondo di garanzia per tutelare i pagamenti alle imprese convenzionate», spiega.

Con questa misura, il sistema dei buoni pasto si avvia verso una maggiore sostenibilità, promettendo di tutelare meglio gli esercenti, valorizzare il ruolo dei ticket come sostegno al reddito dei lavoratori e rendere più equo l’intero mercato.

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