di Redazione · Gennaio 20, 2025
A VicenzaOro 2025 si evidenzia un comparto in evoluzione, con un fatturato solido ma segnato dalla trasformazione del settore
Nell’ambito della fiera VicenzaOro 2025, Federpreziosi Confcommercio ha presentato i dati dell’Osservatorio Federpreziosi 2025, curati da Format Research, che fotografano un settore orafo italiano in rapida evoluzione. Se da un lato il comparto ha mostrato capacità di adattamento e innovazione, dall’altro emergono sfide legate alla trasformazione delle abitudini dei consumatori e alla digitalizzazione.
Secondo il report, il fatturato stimato per il 2024 ammonta a 6,8 miliardi di euro, confermando la solidità del mercato. Tuttavia, dal 2022 a oggi sono state chiuse oltre 400 gioiellerie, con una media di 17 cessazioni al mese. Questo fenomeno riflette un cambiamento strutturale nel settore, in cui le imprese sopravvissute hanno consolidato la propria posizione puntando su modelli di business innovativi e maggiore competitività.
La crescita dell’e-commerce e l’omnicanalità
Tra le principali tendenze evidenziate dallo studio, spicca l’importanza crescente del digitale. Nel 2024, il fatturato delle vendite online nel settore orafo ha raggiunto 1,08 miliardi di euro, segnando un incremento del 19% rispetto all’anno precedente. Oltre l’88% delle gioiellerie italiane è presente online, e quasi il 62% utilizza sia un sito web che i social media per promuovere e vendere i propri prodotti.
«Il digitale è ormai un pilastro fondamentale per il comparto – ha sottolineato Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi –. L’omnicanalità consente alle imprese di raggiungere un pubblico più ampio e di offrire un’esperienza d’acquisto integrata, senza perdere il valore del rapporto personale che il cliente ricerca nelle gioiellerie fisiche».
Il ruolo del negozio fisico e il valore dell’esperienza
Nonostante la crescita delle vendite online, il negozio fisico mantiene un ruolo centrale. Secondo la ricerca, il 72,3% dei consumatori ha acquistato gioielli in negozi tradizionali negli ultimi due anni, attratti dalla possibilità di vivere un’esperienza sensoriale e ricevere consulenza diretta. Il 50,5% degli intervistati considera fondamentale il supporto del gioielliere nella scelta, mentre il 58,6% valorizza la fiducia costruita nel tempo.
Sfide e trasformazioni del settore
La chiusura di molte gioiellerie, che dal 2021 al 2024 sono passate da 13.296 a 12.624, è legata a fattori come la difficoltà nel passaggio generazionale e il calo della domanda interna, nonostante il mercato globale registri una crescita del valore dei metalli preziosi. Tuttavia, molte imprese stanno riposizionandosi verso il segmento del lusso, offrendo esperienze personalizzate e prodotti di alta qualità.
«Il settore orafo italiano si trova di fronte a una trasformazione strutturale – ha concluso Andreis –. Per affrontare le sfide future, le imprese devono continuare a innovare, puntando su qualità, design e servizi personalizzati, elementi che distinguono la nostra tradizione a livello internazionale».
L’Osservatorio Federpreziosi mette in luce un comparto resiliente, capace di adattarsi ai mutamenti del mercato, ma che richiede interventi strategici per garantire continuità e competitività nel lungo termine.




