Gli italiani si curano con un click

di Arrigo Abalti · Luglio 28, 2025

E la sanità pubblica, intanto, resta in attesa

 

L’ultima volta che Luigi ha chiamato il Cup per prenotare una visita era il 2019. Gli hanno detto: “Aspetti in linea”. È ancora lì. Ora usa un’app.

Si chiama Elty, o si chiama come vuole lui, l’importante è che funzioni. Ti mostra gli specialisti disponibili, i costi, le distanze. Clicchi, paghi, vai. È il nuovo SSN: Sistema Sanitario a Navigazione.

Nel frattempo, quello vero — il Servizio Sanitario Nazionale — resiste. Ma ansima. Con le sue liste d’attesa, le sue telefonate a vuoto, le sue lettere spedite per raccomandata. C’è, ma non corre più.

Nel 2023, secondo il 7° Rapporto GIMBE, gli italiani hanno speso 45,9 miliardi di euro in sanità privata. Di questi, oltre 40 miliardi sono usciti direttamente dalle tasche dei cittadini: si chiama spesa out-of-pocket. È la sanità senza sconti, ma con la ricevuta.

E mentre si parla di universalismo, gli italiani si sono costruiti un piano B. Lo hanno fatto col telefono in mano, cercando un radiologo a meno di 20 km, leggendo recensioni, scegliendo la data. Non protestano più: prenotano.

Nel 2024, dice l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, oltre il 60% degli italiani ha usato strumenti digitali per cercare informazioni sanitarie. Sempre di più prenotano visite online. Sempre di più vogliono sapere quanto costa e quanto ci mette.

Il tempo è la nuova medicina. E la sanità, oggi, è una questione di slot liberi.

C’è chi dice che così si rompe l’equità. Ma l’equità, per molti, è quella di chi aspetta tre mesi per un’ecografia. Il pubblico non lo abbandonano. Ma lo aggirano. Non per cattiveria. Per necessità.

Il sistema non si è rotto. Si è sdoppiato. Da una parte la retorica della “cura per tutti”, dall’altra le piattaforme dove ti scegli la visita come fosse un volo low-cost. Non c’è più solo la ricetta. Ora c’è l’app. C’è Elty. Che non fa miracoli, ma fa in 10 minuti quello che la burocrazia non fa in tre mesi.

Il privato non ruba pazienti al pubblico. Li prende in consegna quando il pubblico si è distratto. E questa non è una colpa. È la risposta a una domanda che nessuno ha più tempo di aspettare.

La politica resta in conferenza stampa. Il cittadino, intanto, ha prenotato la visita. Senza tessera, senza telefonate, senza fila. Solo un codice. E una mail di conferma.

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