di Simona Siotto · Febbraio 23, 2025
Non possiamo non interrogarci sul senso delle domeniche ecologiche, sull’efficacia di questo appuntamento oramai mensile, e di cui, diciamolo seriamente ed altrettanto serenamente, oramai non si accorge quasi più nessuno: un gruppo di volontari che con grande energia e senso civico raccoglie rifiuti abbandonati, qualche sparuto laboratorio didattico per i bambini, qualche passeggiata in una zona verde più o meno gia’ nota, nemmeno più il blocco del traffico alla cui effettiva efficacia nessuno crede più, nemmeno i governanti di sinistra o gli appassionati bicicletta sempre e comunque, anche in citta’ come la nostra ove muoversi in bicicletta e’ sempre piu’ pericoloso e certamente poco agile.
Basti pensare che nel Nord Europa, dove davvero le politiche ambientali permeano la politica, l’amministrazione ed il modo di vivere dei cittadini, di domeniche ambientali non si parla, e se vedessero come le organizziamo qua, probabilmente si metterebbero a ridere (o a piangere).
L’aria è sempre pessima, e ci si accontenta che oggi non sia peggio di ieri. L’acqua dei fiumi è inquinata, ma resta sotto i parametri stabiliti, ed allora va bene così: una politica al ribasso, una amministrazione ambientale dell’accontentarsi, i cui effetti, tuttavia, sono visibili a tutti e nel silenzio di tutti rimangono.
La verità è che la tutela dell’ambiente, per produrre risultati, richiede competenza e pragmatismo, poche chiacchiere e nessun contentino: ovverosia il contrario di quanto si fa solitamente ed il contrario dell’atteggiamento con il quale ci si approccia a temi che, lungi dall’essere di una parte o dell’altra del pensiero politico, riguardano tutti, e che, incidendo sulla qualita’ della vita e sulle salute, non tanto dovrebbero venire prima di altri ragionamenti, ma dovrebbero costituire il substrato sul quale gli altri progetti si basano e si costruiscono, dalla cultura alla viabilita’ alla fiscalita’ all’urbanistica.
Ripensiamole queste domeniche ecologiche, e magari investiamo i soldi (contenuti, per carita’) che vi dedichiamo ad investire su servizi a lungo termine, su un trasporto pubblico efficienze e capillare al fine di migliorare la viabilita’ cittadina sempre piu’ caotica, su piste ciclabili che diventino vere e proprie arterie sicure e percorribili, su soluzioni, anche fiscali, che consentano di efficientare i riscaldamenti delle nostre abitazioni: nel vicinissimo Trentino Alto Adige i residenti ricevono circa il 50% di quanto spendono per ogni nuovo impianto di riscaldamento, una misura di cui dovrebbero avere diritto tutti i residenti del Nord Italia, Veneto e Lombardia in primis. Ripensiamo, tutti assieme, una volta per tutte, l’Accordo di Bacino Padano in un’ottica di precauzione e di prevenzione e non solo di sanzioni a posteriori.
E forse alla fine le domeniche saranno solo domeniche, ecologiche comunque.




