di Arrigo Abalti · Febbraio 22, 2025
Vicenza. La città dell’oro, dell’architettura palladiana, delle riunioni strategiche e delle vetrine sfondate. Da un lato, i commercianti invocano un “tavolo di lavoro” per riportare il centro storico ai fasti di un tempo; dall’altro, i ladri sembrano aver già trovato il loro personale piano di rilancio: una notte di razzie ben pianificata, con tanto di tour organizzato tra corso Fogazzaro e la zona ovest. Un approccio pragmatico, una beffa a chi aveva appena lasciato l’incontro con un po’ di ottimismo.
Ma partiamo dalle buone notizie. L’Amministrazione promette grandi eventi, mostre spettacolari e un’offerta culturale da far invidia alle capitali europee. Peccato che, mentre si parla di rilancio, i commercianti debbano investire più in vetri antisfondamento che in nuove collezioni da esporre. D’altronde, un negozio con la serranda abbassata e un cartello “Chiuso per tentato furto” aggiunge un tocco di realismo urbano. Le buone intenzioni di Possa & friends non si discutono, ma qualcuno può dire alla giunta che per uscire dalla stagnazione del Centro servono progetti, risorse e, nessuno si offenda, una buona dose di coraggio? Quella dote che sembra scomparsa dall’agenda della politica contemporanea fatta di prudenti, ma soprattutto di pavidi. Serve un piano e serve il coraggio di portarlo avanti.
E, visto che ci siamo, il Sindaco incarichi l’assessore competente di mettersi al lavoro su una delibera di indirizzo da portare in Consiglio Comunale, dove ci si dovrebbe confrontare sulla proposta della maggioranza per il futuro del Centro Storico. Così magari usciamo dalla noia delle delibere urgenti o delle mozioni imposte dall’opposizione – poi regolarmente bocciate -. Il Consiglio comunale dovrebbe essere il luogo del confronto e della definizione dei progetti per il futuro della città, ma ora è diventato una vetrina farsesca perchè le decisioni e, appunto, il confronto, avvengono in altre sedi. E questo non è un bene per la democrazia.
Il Sindaco assicura poi che la sicurezza è una priorità, e il Questore conferma che i reati in centro sono “solo una minima parte” rispetto al resto della provincia. Ma dire ad un commerciante che la delinquenza è in crescita, ma che tutto sommato va peggio altrove, ha un effetto rassicurante quanto dire a un paziente con la febbre che c’è chi ha il cancro. E’ una risposta d’ufficio che non rispetta il dramma di chi ha la vetrina spaccata o il negozio vuoto.
E poi c’è il dibattito sull’IMU sui locali sfitti. Qualcuno ha suggerito che andrebbe aumentata, come se i commercianti non avessero già abbastanza problemi a restare a galla. Forse l’idea è quella di convincerli che un’attività svaligiata è pur sempre meglio di un negozio chiuso definitivamente. Una vetrina sfondata, dopo tutto, cattura più l’attenzione di un’insegna spenta.
Nel frattempo, tra un dibattito e l’altro, c’è chi agisce. Non stiamo parlando di politici o amministratori, ma della coppia di malviventi che, in pochi minuti, ha fatto il giro di quattro locali come se fosse un aperitivo itinerante. Vetrine infrante, casse svuotate e registratori di cassa abbandonati nei campi: uno scenario che, se non fosse tragico, sembrerebbe una performance artistica sul degrado urbano.
Ma non dobbiamo preoccuparci troppo. Una grande mostra è in arrivo nel 2025, (il quando e il come restano nelle buone intenzioni di cui sopra) e sicuramente attirerà frotte di visitatori pronti a perdersi tra le meraviglie del Centro. Con un po’ di fortuna, potranno farlo senza dover scavalcare vetri rotti e registratori di cassa svuotati. Attendiamo fiduciosi i dettagli.
Nel frattempo, avanti con i tavoli di lavoro. Una metodo che dimostra apertura e concede alla politica di prendere tempo. Sperando che, trascorso quel tempo, ci svegliamo con un centro migliore.
Al prossimo incontro, speriamo di non doverci accomodare direttamente sulle sedie di un bar appena svaligiato. Perchè per il momento, a Vicenza, l’unica cosa che si muove più velocemente di un progetto di riqualificazione, è un piede di porco in azione.



