di Arrigo Abalti · Luglio 27, 2026
Vicenza decima in Italia. Ma nelle classifiche di chi investe non c’è mai
L’Indice di sportività 2026 del Sole 24 Ore, elaborato con Pts Sport, porta Vicenza per la prima volta dentro la top ten nazionale: decima su 107 province, seconda in Veneto dietro Belluno. Il dettaglio dei 32 indicatori racconta però un territorio che eccelle dove lavora la società civile e sparisce dove servono impianti, investimenti e programmazione pubblica.
Milano vince la ventesima edizione dell’Indice di sportività con mille punti, strappando il primato a Trento per una manciata di decimi (994,4) e mettendosi alle spalle Bolzano (704,8) e Bologna (703,3). È la classifica che il Sole 24 Ore pubblica ogni anno sulla base di 32 indicatori raccolti da Pts Sport in quattro aree — sport di squadra, sport individuali, struttura sportiva, sport e società — rapportati alla popolazione tra i 6 e i 75 anni.
Il dato che riguarda Vicenza è, a prima vista, ottimo: decima con 508,9 punti, dentro il gruppo di testa per la prima volta. In Veneto fa meglio soltanto Belluno, settima con 574,3, spinta dall’eredità dei Giochi invernali di Milano-Cortina. Dietro Vicenza restano Venezia (sedicesima), Treviso (ventesima), Verona (ventitreesima), Padova (trentesima) e, molto più giù, Rovigo (ottantaduesima). Per una provincia che nel medagliere ventennale dell’Indice non compare mai — in venti edizioni non ha mai messo piede sul podio, a differenza di Trento (diciannove podi) o Genova (nove) — è un salto che merita di essere letto con attenzione.
Dove Vicenza è forte
Il profilo che emerge dagli indicatori parziali è netto e coerente. Vicenza è seconda in Italia negli “altri sport di squadra” — rugby, baseball, hockey — con 937,1 punti, dietro alla sola Genova. È terza nell’indicatore “squadre e territorio”, che misura i club con sede fuori dal capoluogo: 878,9 punti, dietro Teramo e Macerata. È quarta nel ciclismo, con 783,3 punti, in una classifica dominata da Bergamo, Treviso e Trento. È quarta in “sport, storia e cultura” (812,8), che pesa musei, società centenarie e albi d’oro. Ed è quarta in “sport e bambini” (640,1), dietro Lecco, Trento e Belluno: un piazzamento che nella media ventennale 2007-2026 diventa addirittura un terzo posto assoluto, il miglior primato storico del territorio.
Tradotto: la sportività vicentina è fatta di società dilettantistiche diffuse nei paesi, di discipline minori tenute in piedi da dirigenti volontari, di bambini che si tesserano, di una tradizione che dura. È il capitale sociale del Nordest applicato allo sport, lo stesso che regge le case di riposo, le parrocchie e le bande musicali.
Dove Vicenza non compare
Il rovescio è altrettanto netto, e si legge per assenza. Nelle classifiche parziali pubblicate — che riportano le prime cinque province per ciascun indicatore — Vicenza non c’è negli investimenti nello sport, non c’è nella struttura sportiva, non c’è nel tasso di praticabilità sportiva, non c’è nell’attrattività degli eventi sportivi, non c’è nelle imprese per lo sport, non c’è nella formazione per lo sport, non c’è nei media sportivi, non c’è tra le province leader per atleti tesserati né per tecnici e dirigenti. E non c’è nel volley, in una regione che ospita la squadra femminile più titolata d’Europa.
Sono tutte voci che hanno una cosa in comune: dipendono da decisioni, da bilanci e da opere. Impianti, palazzetti, piscine, piste, centri di formazione, eventi da attrarre e da organizzare. È esattamente il terreno su cui, in queste settimane, Milano dichiara di stringere alleanze con investitori privati per rimettere mano alle strutture della città, e su cui Belluno e Sondrio hanno incassato il dividendo olimpico.
Il punto
Vicenza entra nella top ten italiana dello sport pur non avendo praticamente mai investito in modo strutturale nello sport. È una buona notizia e un avvertimento insieme. Buona, perché dimostra la solidità di un tessuto che si autoproduce. Avvertimento, perché quel tessuto ha un limite fisico: i bambini che si tesserano hanno bisogno di palestre, le società di paese hanno bisogno di campi che non si allaghino, i tecnici hanno bisogno di percorsi di formazione, e un territorio che vuole attrarre eventi ha bisogno di impianti che oggi non ha.
La decima posizione non è un traguardo: è la fotografia di un potenziale non capitalizzato. Vale per lo sport quello che vale per l’università, per la logistica, per la cultura. Vicenza ha quasi sempre la materia prima. Quasi mai il progetto.
Fonte: Indice di sportività 2026, Il Sole 24 Ore, edizione del 27 luglio 2026, ricerca prodotta e sviluppata da Pts Sport. Elaborazione dei dati a cura di Buongiorno Vicenza.



