di Arrigo Abalti · Aprile 20, 2024
Stavolta andiamo a pescare nell’Olimpo del rock per raccontare la confusione di Palazzo Trissino e di Giacomo Possamai, che vediamo saltellare da un problema ad un altro come il protagonista dello straordinario hit dei Rolling Stones, Jumpin’’ Jack Flash.
La genesi della canzone la racconta Keith Richards: “Il testo è nato da un’alba grigia a Redlands (la tenuta inglese di Richards, ndr). Io e Mick (Jagger, ndr) eravamo stati svegli tutta la notte, fuori pioveva e c’era il rumore di questi stivali del mio giardiniere vicino alla finestra, Jack Dyer. Mick si svegliò e disse, ‘Cos’è?’ Io risposi, ‘Oh, quello è Jack. Jack che salta.”
E dalle leggende del rock scendiamo all’ordinaria amministrazione di Vicenza dove in questi giorni, il Jack di casa nostra sta saltellando da un guaio ad un altro. Il più pesante è il regalo di, che fa uno sberleffo a lui ed all’inquilino di Palazzo Nievo su Ponte Alto, il ponte sul fiume di guai in arrivo nei prossimi anni senza che il territorio riesca a negoziare nulla di concreto per limitare o evitare i disagi. Due a zero per RFI-IRICAV.
Poi arriva la contestazione sul nuovo nido di Via Turra, con le timidezze degli assessori che subiscono l’assalto dei residenti e non riescono ad uscire dalla palude. Domanda: ma com’è che ci sono progetti PNRR che vengono fermati da Jumpin’ Jack per “approfondimenti” e progetti che invece non possono essere fermati altrimenti si perdono i finanziamenti? Anche qui due a zero per i residenti di Via Turra.
Gli attivisti del Bocciodromo attaccano via fiume la conferenza di Vannacci all’Astra e il Sindaco saltella sulla sponda del silenzio, poi smontano le reti del cantiere TAV e le rimettono come gesto dimostrativo davanti alla sede cittadina di Iricav, con il Sindaco che telegrafa di “non condividere” atti come questi. Ma “non condividere” è una sfumatura molto diversa da “condannare” o “denunciare” questo tipo di azioni. E il saltellamento continua. Due a zero per il Bocciodromo, unico soggetto politico antagonista di fronte all’arroganza IRICAV.
Ma il jump con la capriola lo abbiamo visto nella delibera sudamericana sui consigli di quartiere. La settimana prossima andrà in approvazione in consiglio comunale un provvedimento che prevede l’elezione dei parlamentini decentrati attraverso un voto in Sala Bernarda. Quindi, caro cittadino, tu non conti nulla. Decide la Bernarda. Niente democrazia diretta. Solo indiretta o meglio eterodiretta.
Ma davvero? È’ davvero questa la visione del concetto di partecipazione democratica e del senso di rappresentanza del Centrosinistra che guida la città? E soprattutto lo è di Possamai, che abbiamo sempre riconosciuto come sincero democratico fin dal nome del suo partito di appartenenza? Più che a Vicenza sembra di stare nella Repubblica delle Banane. Due a zero per Woody Allen.
In passato la sinistra politica di questa città aveva fatto grandi battaglie sui temi della democrazia diretta ed oggi chi sta in minoranza, al di là della battaglia consiliare dove inevitabilmente viene sconfitta dai numeri, forse dovrebbe pensare a rivolgersi alla città direttamente, magari utilizzando gli strumenti del referendum o delle delibere di iniziativa popolare per restituire un po’ di fiducia nelle istituzioni, che invece, in questo momento, sono dentro in un’acquario con i pesci rossi.



