di Arrigo Abalti · Marzo 2, 2025
Vi.Bicipark e la giunta dei lamenti: Spiller e il vizio di fare lo spettatore
Il Vi.Bicipark della Stazione è l’ennesima spina nel fianco per chi pedala a Vicenza. Un parcheggio custodito che dovrebbe essere un vanto e invece è un calvario: per entrare o uscire, devi suonare il campanello e aspettare un custode che arriva con la calma di chi sta passeggiando al parco. Tempi lunghi, disagi, ciclisti esasperati. Specie i pendolari che hanno il treno che aspetta. Colpa di una gestione allo sbando: il gestore ha subappaltato a una cooperativa che sembra incapace di garantire un servizio decente. E quel gestore non informa l’Amministrazione del disagio in corso tra GPS SpA – la società che ha vinto la gara per la gestione della sosta – e, appunto, la cooperativa. A conferma dell’autorevolezza di Palazzo Trissino nei confronti di chi gestisce un servizio per suo conto.
E l’assessore alla mobilità Cristiano Spiller che fa? Invece di affrontare il problema da uomo di governo, corre su TvA a lamentarsi come un cittadino qualunque, mani in tasca e aria sconsolata. Il piagnisteo davanti alla telecamera che prende il posto dell’esercizio del ruolo per cui sei stato scelto al servizio della città. Il senso del ridicolo, signori, qui diventa plastico.
Ma il guaio non è solo il Vi.Bicipark. Che è l’ultimo episodio in ordine di apparizione nello streaming in onda da Palazzo Trissino sul mondo al contrario. Il guaio è che sembra che, tranne poche eccezioni, qui ci sia un serio problema di approccio al ruolo.
È l’approccio di questa giunta, un vizio di fondo che ormai puzza di abitudine: quando c’è un problema, si comportano come semplici spettatori, dimenticando di essere stati eletti per risolverli, non per commentarli dal palco. Spiller va in tv a dire «che disagio», come se non fosse lui il responsabile politico della mobilità. Ma non è un caso isolato. Ricordate l’assessore Selmo, qualche giorno fa, dopo il ritrovamento di una siringa nel giardino della materna Fogazzaro? «Vergogna, nessuno tocchi i bambini!», tuonava, con lo sdegno di un passante qualunque. Peccato che il difensore dei bambini dovrebbe essere lui, e che la vergogna politica di quell’episodio ricada proprio sulle sue spalle. Eppure, niente: né un piano, né un’azione concreta, solo parole al vento.
Un assessore è il sistema, non un tifoso in curva che urla contro l’arbitro. Spiller potrebbe intervenire sul contratto con GPS e forse anche sul subappalto al Vi.Bicipark, pretendere efficienza, applicare penali, garantire ai pendolari un servizio rapido e dignitoso. Insomma fare l’assessore e non il consigliere di opposizione come se non avesse gli strumenti per agire. Selmo potrebbe annunciare controlli, più sicurezza, un intervento reale nei parchi e nelle scuole. Invece no: scelgono la via del cittadino indignato che alza la voce ma non muove un dito. È una dimenticanza cronica del mandato che gli elettori gli hanno dato: governare, non piagnucolare.
La stazione, con le sue bici in ostaggio, è solo la punta dell’iceberg. Vicenza non può permettersi una giunta che si limita a fare il coro dei lamenti mentre i problemi si moltiplicano. Spiller, Selmo, non fate come il custode del parcheggio delle bici della stazione: il campanello del Vi.Bicipark lo suonano i cittadini, ma siete voi che dovete aprire la porta e far funzionare le cose. E se non ci riuscite, non stupitevi al momento del vedo saranno i vicentini a suonare il vostro, di campanello, per mandarvi a casa. Senza custode che tenga.
Nel libro La cultura del piagnisteo (The Culture of Complaint, 1993) di Robert Hughes, critico d’arte australiano, si trova una riflessione che il sindaco Possamai dovrebbe leggere in apertura di ogni riunione con i suoi assessori:
«Il piagnisteo è diventato una forma di comunicazione sociale, un modo per evitare la responsabilità mentre si finge di essere virtuosi.»
Fare l’assessore non è come andare in bicicletta.



