La lezione di Arzignano: quando i cittadini si riprendono la città

di Arrigo Abalti · Maggio 28, 2025

Best practice in provincia e una lezione per il capoluogo sui plateatici e la sicurezza

C’è un’Italia che non si lamenta soltanto, ma agisce. Un’Italia che non aspetta il prossimo tavolo in Prefettura, il prossimo piano sulla carta o l’ennesima dichiarazione d’intenti. Un’Italia che prende sul serio il concetto – semplice, ma rivoluzionario – espresso pochi giorni fa dal Prefetto di Vicenza: la sicurezza e la vivibilità non si delegano, si costruiscono. E la città torna ad essere dei cittadini solo se i cittadini si riappropriano degli spazi.

Arzignano lo sta facendo. E lo sta facendo con un coraggio amministrativo raro e con una visione nitida. Il progetto “Live in Arzignano”, riportato oggi dal nostro quotidiano principale, è un esempio concreto di come si possa rianimare il centro urbano unendo cultura, partecipazione e contrasto alle devianze. Plateatici gratuiti ai bar che rinunciano alle slot machines e organizzano eventi: un’iniziativa che ha messo in moto un meccanismo virtuoso, capace di riempire le piazze, stimolare l’economia locale e far rinascere il senso di comunità.

Con oltre 1.800 metri quadrati di spazio pubblico messi a disposizione per eventi gratuiti, e già 70 manifestazioni previste in un solo anno, Arzignano ha dimostrato che si può governare con il coraggio della scelta. Il Comune rinuncia a circa 100 mila euro di incassi, ma ottiene in cambio decoro urbano, relazioni sociali, cittadinanza attiva e un messaggio chiaro: il gioco d’azzardo non è la strada per lo sviluppo, lo è invece la cultura.

Le parole della sindaca Alessia Bevilacqua e dell’assessore Enrico Marcigaglia – “Primo esempio in Italia” – e il riconoscimento del presidente di Confcommercio Arzignano Leonardo Opali, che parla di “un’amministrazione comunale coraggiosa e positiva”, dimostrano che la politica, se vuole, può essere concreta, presente e innovativa.

Ed è proprio da qui che dovrebbe ripartire il capoluogo. Mentre Vicenza assiste inerte all’ennesimo bollettino di violenze, tra tirapugni e aggressioni, e il sindaco continua a mantenere un silenzio assordante, i centri medio-grandi della provincia – da Arzignano a Thiene, da Schio a Valdagno – costruiscono best practice e ridanno senso alle parole sicurezza e vivibilità.

Non serve inventare nulla. Basta copiare e adattare ciò che funziona. Arzignano ha già realizzato quello che a Vicenza si continua a rimandare: un modello di città viva, presidiata dai cittadini stessi, fondata su scelte politiche nette e coraggiose. Non è solo un progetto amministrativo. È un messaggio culturale: la città è nostra, e ce la riprendiamo.

Ecco cosa intendeva il Prefetto quando diceva che la risposta è nel riappropriarsi della città. A Vicenza si continua a discutere. Ad Arzignano lo hanno già fatto.

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