La tempesta nel bicchiere

di Redazione · Marzo 3, 2026

Fuori Bonato, dentro Lanaro e Maria Cristina Franco in rientro. Nuovi assetti a Costabissara

C’è un paese che si chiama Costabissara. Un nome che sembra uscito da un romanzo di Guareschi, con quella «bissa» — il serpente in dialetto veneto — che si insinua tra le sillabe come a promettere qualche agguato. E in effetti, nelle ultime settimane, qualcosa di serpentesco sembrava strisciare tra i banchi del consiglio comunale.
Il vicesindaco Fabio Bonato aveva mollato le deleghe. Si era levato il cappotto dell’esecutivo e lo aveva appeso all’attaccapanni dell’opposizione, o almeno così si diceva nei corridoi e nei bar del paese, dove la politica locale si consuma tra un caffè e una voce data per certa che poi certa non è mai. I maligni lo davano già incamminato verso il Gruppo Misto, quella terra di mezzo della politica dove si finisce quando si vuole tenersi le mani libere senza però sbattersi le porte alle spalle. Il classico «non sono più con voi, ma non sono contro di voi. Per ora».
Una crisi, dunque. Una crisi con tutti i crismi: la poltrona vacante, i rumors, le ricostruzioni, il sindaco Giovanni Forte costretto a rammendare lo strappo in diretta.
Peccato che la crisi, a guardarla bene, non ci fosse.
Forte ha nominato Andrea Lanaro al posto di Bonato con la velocità di chi ha il numero di telefono già in rubrica. I ranghi si sono serrati. E come se non bastasse, dal Gruppo Misto sembra stia tornando a casa pure Maria Cristina Franco — che di Costabissara non è solo consigliera comunale, ma anche consigliera provinciale con deleghe pesanti, e soprattutto è stata sindaca del paese: uno che conosce ogni angolo, ogni nome, ogni vecchio conto in sospeso.
Se il ritorno della Franco verrà confermato, sarà un colpo da maestro per la maggioranza. Non perché aggiunge un voto — un voto è un voto, non cambia la storia — ma perché nella politica dei piccoli comuni un ritorno del genere ha il valore simbolico di una pace. O, a seconda di come la si guarda, di una riconciliazione.
Intanto Bonato naviga ancora a vista, senza dichiarare apertamente la sua destinazione. Resta in maggioranza? Va all’opposizione? Si ferma nel limbo del Misto? L’attesa è la sua unica risposta, e in politica l’attesa è già una forma di potere.
Ma la morale di questa storia — se una morale c’è, e nei paesi di pianura veneta c’è sempre — è un’altra. Giovanni Forte si chiama Forte, e a Costabissara hanno scoperto che il nome non è solo anagrafico. Una tempesta nel bicchiere ha fatto quello che le tempeste nel bicchiere sanno fare: un gran rumore, qualche goccia sul tavolo, e alla fine il bicchiere è ancora lì, intatto, forse anche più pieno di prima.​​​​​​​​​​​​​​​​

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