di Redazione · Marzo 7, 2025
Tre coreografie in scena al Teatro Comunale di Vicenza mercoledì 12 marzo: un viaggio tra danza contemporanea e narrazioni poetiche
La danza contemporanea torna protagonista al Teatro Comunale di Vicenza con un appuntamento imperdibile del Danza in Rete Festival edizione 2025, promosso dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza in collaborazione con una rete di soggetti istituzionali e operatori culturali del territorio e nazionali. Mercoledì 12 marzo alle 20.45, la Sala Grande ospiterà – in prima ed esclusiva regionale – il Ballet Junior de Genève, prestigiosa formazione giovanile svizzera nota per il suo repertorio innovativo e dinamico. L’ensemble, composto da giovani talenti tra i 17 e i 23 anni, presenterà un trittico di coreografie che promette di trasportare il pubblico in un viaggio emozionante tra movimento, luci e narrazioni poetiche.
Tre creazioni per un’esperienza multiforme
Il programma della serata propone tre opere firmate da coreografi di fama internazionale, accomunate dall’altissimo livello tecnico e interpretativo dei giovani danzatori, guidati da insegnanti di grande esperienza. Si inizia con Touch Base di Marne Van Opstal, creata nel 2019 per il Summer Intensive Course del Nederlands Dans Theater. L’artista olandese, noto per il suo stile eclettico e a tratti surreale, porta in scena un’interazione intensa tra i corpi dei danzatori, con assoli complessi che catturano l’attenzione per la loro potenza espressiva.
A seguire, Tenir le temps (2015) di Rachid Ouramdane, coreografo franco-algerino che interroga il pubblico su un tema universale: chi controlla il ritmo della nostra società, sempre più frenetica e frammentata? Attraverso gesti concertati e una partitura musicale di Jean-Baptiste Julien, Ouramdane esplora le molteplici identità dell’individuo, utilizzando la ripetizione e il canone come elementi fondanti della sua scrittura coreografica.
Chiude la serata Rooster (2009) di Barak Marshall, ispirata al racconto Bontshe il Silenzioso di Isaac Leib Peretz. Il coreografo israeliano, figlio della danzatrice yemenita Margali Oven, costruisce un lavoro di teatro-danza per 12 danzatori e un cantante d’opera, intrecciando riferimenti alla mitologia greca, alla Bibbia e ad Aspettando Godot. La storia di un uomo che, nell’aldilà, viene processato per non essersi mai ribellato alle ingiustizie subite, si trasforma in un’alternanza di toni tristi e giocosi, con istantanee color seppia che raccontano la sua vita in un turbinio di poesia e leggerezza.
Un incontro per scoprire la compagnia
Prima dello spettacolo, alle 20.00 al Ridotto del Teatro Comunale, si terrà l’Incontro con la Danza, condotto da Stefano Tomassini, critico di danza e docente di studi coreografici all’Università IUAV di Venezia. L’appuntamento sarà un’occasione per conoscere meglio il Ballet Junior de Genève, che da oltre 40 anni forma nuove generazioni di danzatori collaborando con coreografi di fama mondiale. Tomassini approfondirà i percorsi dei tre autori in programma, analizzandone i linguaggi coreografici e le scelte musicali che rendono unica questa serata.
Un festival che celebra la danza contemporanea
Il Ballet Junior de Genève rappresenta una delle punte di diamante di questa edizione del Danza in Rete Festival, un evento che continua a portare a Vicenza il meglio della danza internazionale. La combinazione di talento giovanile, creatività coreografica e un repertorio che spazia tra narrazione, riflessione sociale e poesia visiva rende questo appuntamento un’esperienza imperdibile per gli amanti della danza e non solo. Mercoledì 12 marzo, il Teatro Comunale di Vicenza sarà il palcoscenico di un’arte che sa parlare al cuore e alla mente, in un dialogo tra tradizione e innovazione.




