Mense scolastiche a Vicenza, scoppia la polemica: “Tariffe aumentate prima del bando pubblico”

di Redazione · Giugno 6, 2025

L’opposizione denuncia gestione opaca e procedure anomale nell’assegnazione del servizio

Bufera politica sulle mense scolastiche vicentine. La consigliera comunale di Fratelli d’Italia Simona Siotto ha sollevato un caso che tocca direttamente le tasche delle famiglie: l’aumento delle tariffe del servizio mensa è scattato a settembre 2025, mentre il bando pubblico per l’assegnazione del servizio è stato pubblicato solo l’8 maggio scorso.
“Una dicotomia temporale gravissima e inspiegabile”, ha dichiarato Siotto, che vede in questa cronologia l’intento dell’amministrazione Possamai di “fare cassa per mesi sulle spalle delle famiglie”. La critica dell’esponente di FdI si inserisce in un quadro più ampio di contestazioni sulla trasparenza nella gestione dei servizi educativi comunali.
Bando inaccessibile e procedure contestate
Le anomalie denunciate non si fermano ai tempi. Secondo Siotto, il link ufficiale al bando risulterebbe non funzionante, impedendo a cittadini e consiglieri comunali di accedere ai documenti che dovrebbero illustrare criteri, costi e parametri qualitativi del servizio. “È una situazione indegna di una pubblica amministrazione che si dica moderna e digitale”, ha commentato la consigliera.
Ma l’aspetto che ha suscitato maggiori perplessità riguarda le modalità di iscrizione alle mense delle scuole primarie. Le famiglie risulterebbero automaticamente iscritte al servizio mensa, salvo esplicita comunicazione di adesione all’autorefezione – la possibilità cioè di far consumare ai bambini il pranzo portato da casa.
Il meccanismo del “silenzio-assenso” sotto accusa
“Un meccanismo opaco e distorsivo, che trasforma un diritto di scelta in un percorso a ostacoli”, ha denunciato Siotto. Secondo l’opposizione, non viene spiegata chiaramente l’esistenza della duplice opzione tra mensa scolastica e autorefezione, introducendo una logica di silenzio-assenso che comprometterebbe la libertà decisionale delle famiglie.
La questione tocca un tema sensibile per molti genitori vicentini, divisi tra chi preferisce il servizio mensa e chi invece opta per far portare il pranzo da casa ai propri figli, spesso per ragioni economiche, dietetiche o educative.
La richiesta di chiarezza
La consigliera di Fratelli d’Italia ha concluso il suo intervento chiedendo all’amministrazione comunale “chiarezza immediata” su tre fronti: la pubblicazione accessibile del bando, una revisione delle procedure di iscrizione e una comunicazione “corretta, trasparente e rispettosa verso le famiglie”.
“Non si può continuare a governare la città con logiche burocratiche penalizzanti e senza dialogo”, ha aggiunto Siotto, promettendo di mantenere alta l’attenzione su questa vicenda che coinvolge direttamente migliaia di famiglie vicentine.
L’amministrazione comunale non ha ancora replicato alle accuse dell’opposizione. La questione potrebbe essere portata all’attenzione del prossimo Consiglio comunale, dove si attendono chiarimenti ufficiali sui tempi e le modalità di gestione del servizio mensa scolastica.

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