di Redazione · Gennaio 28, 2025
Montebello Vicentino si appresta a vivere il suo terzo “Bomba Day” in poco meno di tre anni. Nei giorni scorsi, durante i lavori di scavo per la nuova linea ferroviaria ad alta capacità/alta velocità, è stato rinvenuto un nuovo ordigno risalente alla Seconda Guerra Mondiale. L’artefatto, sepolto a soli 10 metri dal punto in cui lo scorso novembre era stata trovata una bomba gemella, riporta la comunità a fare i conti con un’emergenza ormai purtroppo familiare.
Anche questa volta si tratta di un ordigno di notevoli dimensioni: 230 chilogrammi di peso e 1,25 metri di lunghezza, sganciato dall’aviazione americana durante il conflitto mondiale. La scoperta ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza, con la prima riunione tecnica e di coordinamento svoltasi questa mattina in Prefettura a Vicenza. All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Montebello Vicentino, Dino Magnabosco, che ha fornito alcuni dettagli sulle prossime operazioni.
“La data del disinnesco sarà decisa a breve – ha spiegato Magnabosco – una volta che la Prefettura avrà ultimato le consultazioni con RFI e il consorzio responsabile dei lavori della TAV. Quello che sappiamo per certo è che la zona rossa sarà identica a quella del 15 dicembre scorso, quando affrontammo il secondo ‘Bomba Day’ dopo quello del 24 aprile 2022”.
La zona di sicurezza, con un raggio di 468 metri, comporterà l’evacuazione di 94 residenti, gli stessi già coinvolti nelle precedenti operazioni. Inoltre, come già accaduto lo scorso dicembre, l’autostrada A4 e la linea ferroviaria dovranno essere chiuse per alcune ore per garantire la massima sicurezza durante le operazioni di disinnesco, che saranno condotte dall’Esercito Italiano.
“Ci dispiace per i disagi che cittadini e viaggiatori dovranno affrontare – ha aggiunto il sindaco – ma queste operazioni richiedono le massime cautele. Tuttavia, possiamo contare su una macchina logistica e organizzativa ormai ben rodata e collaudata. Confidiamo quindi che tutto si risolverà nel più breve tempo possibile”.
Il ritrovamento di un terzo ordigno in così poco tempo riaccende i riflettori sui rischi legati ai residuati bellici ancora presenti nel sottosuolo, soprattutto in aree interessate da grandi opere infrastrutturali come la TAV. Per Montebello Vicentino, però, si tratta anche di un’occasione per dimostrare ancora una volta la propria resilienza e capacità di affrontare emergenze complesse con efficienza e spirito di collaborazione.
La comunità attende ora la conferma della data del disinnesco, sperando che questa sia l’ultima volta in cui dovrà confrontarsi con un’emergenza del genere.




