di Redazione · Agosto 22, 2025
La polemica dopo la scarcerazione in Piazzale Bologna e Via Napoli
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale attacca la decisione del Tribunale: “Così si mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e si manda un messaggio di impunità a chi delinque”.
Non si placa la polemica dopo la scarcerazione, con obbligo di firma, dello spacciatore arrestato due giorni fa tra Piazzale Bologna e Via Napoli, nel cuore della cosiddetta “zona rossa” di Vicenza. La decisione del Tribunale ha suscitato sconcerto tra i residenti e ora arriva anche la presa di posizione politica.
«Il rilascio con obbligo di firma è uno schiaffo alla città e a tutto il personale che quotidianamente lavora per la sicurezza in quella che è stata definita zona rossa», attacca Nicolò Naclerio, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale.
Secondo l’esponente di FdI, la scelta dei giudici rischia di vanificare l’impegno delle forze dell’ordine: «Non è ragionevole che ogni volta che sul fronte sicurezza si ottiene un risultato concreto, questo venga reso vano da provvedimenti che appaiono incomprensibili. Non è solo una questione di cavilli: è un messaggio pericoloso, che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e che rischia di essere interpretato da chi delinque come una sorta di garanzia di impunità».
Naclerio sottolinea come simili decisioni possano alimentare ulteriore insicurezza: «Così facendo si accresce la paura tra i vicentini, che si domandano perché le scelte dei giudici sembrino sempre le più accomodanti per chi viene arrestato. A pagare il prezzo non sono soltanto gli operatori delle forze dell’ordine, ma l’intera comunità, che ha diritto a vivere in sicurezza e a credere nella certezza della pena».
Un intervento destinato a riaccendere il dibattito sul rapporto tra giustizia e sicurezza a Vicenza, proprio nel momento in cui la città chiede risposte più ferme per contrastare degrado e criminalità nei quartieri più fragili.




