Non lasciamoli partire: un piano per i nostri giovani

di Redazione · Febbraio 12, 2025

“Lasciar andare non è mai la soluzione. È la cosa più semplice, certo, ma i luoghi hanno un’anima e quest’anima ha bisogno di chi la nutre, di chi la fa crescere, di chi la sfida a diventare migliore.”

Così scriveva Paolo Cognetti in “Le otto montagne“, e queste parole sembrano particolarmente azzeccate quando leggiamo (il Sole24ore di oggi) ai 3.750 giovani che hanno lasciato il Veneto tra il 2022 e il 2023. Non stiamo parlando di statistiche astratte, ma di figli, nipoti, amici che hanno fatto le valigie cercando altrove quello che la nostra terra non è riuscita a dare loro. E Vicenza non fa eccezione a questo preoccupante fenomeno.

Ma invece di limitarci a scuotere la testa, chiediamoci: cosa può fare concretamente, ad esempio, l’amministrazione comunale per invertire questa tendenza?

Partiamo dalle basi: casa e lavoro. Il Comune potrebbe introdurre un programma di housing sociale dedicato ai giovani under 35, con affitti calmierati e incentivi per la ristrutturazione di immobili da destinare a giovani coppie o cohousing. Non servono cattedrali nel deserto, ma progetti concreti che rendano accessibile il “diritto alla casa” per chi sta iniziando il proprio percorso di vita.

Sul fronte lavoro, Palazzo Trissino potrebbe fare da ponte tra università e imprese, creando un vero e proprio “Innovation Hub” nel cuore della città. Immaginiamo spazi di coworking a prezzi accessibili, incubatori di startup, programmi di mentoring che mettano in contatto giovani talenti con imprenditori esperti. La nostra città ha un tessuto industriale invidiabile: sfruttiamolo per creare opportunità concrete. E oggi la presenza in città è un dato reale e sempre più visibile, ma non si intravvede la scelta politica su come valorizzare questa risorsa. Si naviga a vista, si vive ancora della rendita di posizione eretta dai padri fondatori del progetto, Danilo Longhi in particolare, e poi Manuela Dal Lago. Ma sono passati più di vent’anni.

Tuttavia non è solo questione di lavoro e casa. C’è l’immateriale, la qualità della vita. I giovani cercano una città viva, dinamica, sostenibile. Serve un piano organico per gli spazi culturali, con una programmazione che vada oltre gli eventi spot. Serve una mobilità efficiente e green. Servono luoghi di aggregazione che non siano solo bar e centri commerciali. Ma anche qui, l’agenda delle politiche per i giovani è una pagina bianca.

Ma torniamo al rapporto con l’università. Il decentramento universitario a Vicenza va ripensato e potenziato, creando percorsi di studio più connessi con le eccellenze del territorio. Non basta avere delle aule: serve un vero campus universitario integrato nel tessuto urbano. Finora abbiamo sentito tante parole, ma la campagna elettorale è finita da un pezzo e arrivano solo segnali di fumo.

La sfida è complessa, ma non possiamo permetterci di perderla. Ogni giovane che parte è un pezzo di futuro che se ne va. E se è vero che i giovani sono cittadini del mondo, è altrettanto vero che dovrebbero scegliere di restare per convinzione, non andarsene per necessità.

L’Amministrazione ha gli strumenti per agire. Servono visione, coraggio e, soprattutto, la capacità di passare dalle parole ai fatti. I ragazzi non aspettano altro che vedere la loro città muoversi nella giusta direzione. Non deludiamoli. Perché, come ci ricorda ancora Cognetti, sono proprio i luoghi che crescono insieme alle persone a diventare indimenticabili.​​​​​​​​​​​​​​​​

 

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