Rifiuti, luci e ombre in Veneto: Vicenza in evidenza per l’aumento della Tari e la raccolta differenziata

di Redazione · Novembre 18, 2024

La gestione dei rifiuti in Veneto nel 2024 presenta un quadro fatto di progressi nella raccolta differenziata ma anche di aumenti nelle tariffe, come emerge dal Rapporto 2024 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva. La provincia di Vicenza si distingue in entrambe le aree, con un aumento della Tari superiore alla media regionale e un buon livello di raccolta differenziata.

In Veneto, la spesa media per la Tari è cresciuta del 5,2% rispetto al 2023, attestandosi a 275 euro per famiglia. Tra i capoluoghi, Vicenza registra un aumento particolarmente marcato, pari all’8,4%, passando dai 225 euro del 2023 ai 244 euro del 2024. Questo incremento è uno dei più significativi della regione, che supera Verona (+7,4%) e Venezia (+7,0%). Venezia rimane comunque il capoluogo più caro con 369 euro, mentre Belluno è il meno oneroso con 205 euro.

A livello nazionale, la Tari media è di 329 euro, in aumento del 2,6% rispetto all’anno precedente. Il Veneto, con i suoi 275 euro, si posiziona ben al di sotto della media italiana, ma non mancano criticità locali legate agli aumenti tariffari, soprattutto nei capoluoghi.

Sul fronte della raccolta differenziata, il Veneto conferma il suo ruolo di eccellenza, con una media regionale del 76,2%, ben al di sopra dell’obiettivo europeo del 65%. Anche in questo ambito, però, si notano differenze tra i capoluoghi: Vicenza raggiunge un rispettabile 75,7%, mentre Treviso guida la classifica con l’87,1%. Dall’altra parte, Verona rimane indietro con un modesto 53,4%, sotto la media nazionale.

In termini di produzione di rifiuti pro capite, Vicenza si distingue con 615,8 kg per abitante, un dato superiore alla media regionale di 477,4 kg e che sottolinea la necessità di interventi mirati per ridurre la quantità di rifiuti prodotti.

Il quadro nazionale

Il Veneto si inserisce in un contesto nazionale in cui la spesa media per la Tari è di 329 euro, con il Trentino Alto Adige che si conferma la regione più economica (203 euro) e la Puglia la più costosa (427 euro). La raccolta differenziata a livello nazionale ha raggiunto il 65,2%, superando per la prima volta l’obiettivo del 65% stabilito dall’Unione Europea. Tuttavia, il divario tra Nord, Centro e Sud rimane evidente, con il Nord al 71,8%, il Centro al 61,5% e il Sud al 57,5%.

A Vicenza e nel resto della provincia, il miglioramento della raccolta differenziata rappresenta un passo importante per l’ambiente, ma i dati evidenziano anche la necessità di contenere gli aumenti tariffari e ridurre la produzione di rifiuti pro capite.

Le sfide future

Il rapporto mette in luce l’urgenza di investire in una gestione più efficiente e sostenibile dei rifiuti. In provincia di Vicenza, come nel resto del Veneto, è fondamentale continuare a sensibilizzare i cittadini sull’importanza della raccolta differenziata e incentivare politiche di riduzione dei rifiuti prodotti.

La capacità di Vicenza di coniugare una buona percentuale di raccolta differenziata con azioni per contenere i costi sarà decisiva per mantenere la provincia tra le eccellenze regionali, garantendo al tempo stesso un miglior servizio ai cittadini.

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