Sanità veneta, Forza Italia contro la privatizzazione: “Servono medici, non gare d’appalto”

di Redazione · Luglio 14, 2025

Gabriele Tasso replica alla proposta dell’ex sindaco di Vicenza sul coinvolgimento del privato accreditato dopo lo stop ai medici gettonisti

 

Torna al centro del dibattito pubblico la crisi della sanità veneta, questa volta con una netta presa di posizione di Forza Italia contro le proposte di maggiore coinvolgimento del privato accreditato per sopperire alla carenza di personale medico. La questione si è riaccesa in vista della scadenza del 31 luglio, termine fissato dal Ministero della Salute per superare definitivamente il ricorso ai cosiddetti “medici a gettone”.

Gabriele Tasso, rappresentante di Forza Italia Vicenza, ha diffuso una replica durissima alle proposte avanzate dall’ex sindaco Francesco Rucco, pubblicate su buongiornovicenza.it, definendo il ricorso al privato accreditato “una scorciatoia che rischia di aggravare, non risolvere, la crisi della sanità pubblica”.

Secondo Tasso, “mettere a gara i servizi sanitari, coinvolgendo il privato accreditato, equivale di fatto ad avviare un processo di progressivo svuotamento del sistema pubblico”, già particolarmente sotto pressione nelle aree periferiche e montane come Valdagno e Recoaro.

La critica principale di Forza Italia si concentra sulla diagnosi del problema. “Il vero nodo non è l’assenza di organizzazione, ma la carenza strutturale di personale sanitario”, sostiene Tasso, evidenziando come la mancanza di medici riguardi tanto il settore pubblico quanto quello privato.

Le cause individuate sono molteplici e radicate nel sistema formativo e contrattuale italiano: troppi medici formati all’estero, il numero chiuso ancora in vigore nelle università, contratti poco attrattivi e la fuga di professionisti verso la libera professione o l’estero.

Particolarmente severo il giudizio sul ruolo del privato accreditato: “Non rappresenta la soluzione. Anzi, vive esso stesso una carenza di personale drammatica”, spiega Tasso, sottolineando come queste strutture si sostengano principalmente attraverso convenzioni assicurative sempre più stringenti e penalizzanti per chi vi lavora.

Forza Italia rivendica l’esistenza di strumenti normativi regionali ancora non sfruttati appieno. La Legge Regionale n. 19/2016 prevederebbe già “ampie possibilità di gestione flessibile del personale”, mentre il Piano Socio-Sanitario Regionale individua nella rete ospedaliera pubblica e territoriale il fulcro dell’assistenza sanitaria.

La preoccupazione principale espressa da Tasso riguarda le conseguenze a lungo termine: “Le proposte, sotto l’apparenza del pragmatismo, rischiano di aprire la porta alla progressiva privatizzazione della sanità, con conseguenze devastanti sulla tenuta del sistema universale e gratuito”.

La soluzione proposta dal partito fondato da Berlusconi punta su investimenti strutturali: “La vera sfida non è tamponare, ma ricostruire. E la ricostruzione non passa dai bandi, ma dagli investimenti nella formazione, nell’assunzione e nella dignità del lavoro sanitario”.

Forza Italia ribadisce la centralità della sanità pubblica, riconoscendo al privato “un ruolo importantissimo in via esclusivamente sussidiaria e volontaria”, ma respingendo fermamente qualsiasi forma di “delega in bianco al mercato”.

La presa di posizione di Forza Italia si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge amministratori locali, operatori sanitari e cittadini, tutti alle prese con le conseguenze concrete della carenza di personale medico. Le diverse visioni sulla gestione dell’emergenza sanitaria evidenziano approcci politici e filosofici profondamente diversi sul ruolo del pubblico e del privato nel sistema sanitario regionale.

La scadenza del 31 luglio si avvicina e con essa la necessità di trovare soluzioni concrete per garantire la continuità assistenziale, rendendo questo dibattito sempre più urgente e decisivo per il futuro della sanità veneta.

 

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